Giuseppe Conte
Giuseppe Conte (Getty Images)

La crisi di Governo sta rendendo sempre più concreta l’ipotesi di elezioni anticipate: ecco quali potrebbero essere le date nel caso di scioglimento delle Camere

Il Governo Lega-Movimento 5 Stelle vive uno dei periodi più difficili dalla sua elezione. La maggioranza scricchiola oramai da qualche tempo e la crisi definitiva sembra essere arrivata in seguito al voto sul Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione a cui i pentastellati hanno sempre detto no. Contro la mozione per bloccare la prosecuzione dei lavori presentata dal Movimento 5 Stelle in Senato hanno votato Lega, Partito Democratico, Forza Italia e Fratelli d’Italia creando di fatto una vera e propria spaccatura nella maggioranza che adesso potrebbe portare alla caduta del Governo gialloverde e ad elezioni anticipate.

Crisi al Governo, elezioni anticipate: le date per tornare alle urne

La maggioranza del Governo gialloverde scricchiola e già da ieri si comincia a parlare di elezioni anticipate. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso in Parlamento sarebbe stato il voto sulla Tav dopo la mozione non vincolante presentata dal Movimento 5 Stelle in Senato. Il partito pentastellato è da sempre schierato contro la prosecuzione dei lavori della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, contrariamente a quanto sostenuto dalla Lega che si è sempre detta a favore. Ieri in Senato con 181 voti contro, voti arrivati dal partito di Salvini, Partito Democratico, Forza Italia e Fratelli d’Italia e 110 a favore, la mozione è stata bocciata creando una spaccatura già annunciata tra i due alleati Carroccio e M5S. Adesso si aprono diversi possibili scenari, come riportato dalla redazione di Skytg24, sulla crisi del Governo e la possibilità di elezioni anticipate è divenuta più concreta. Il leader della Lega e Ministro dell’Interno Matteo Salvini punta a dettare i tempi della crisi, ma il premier Giuseppe Conte non ci sta e sembra orientato verso tempi più lunghi. Per le elezioni servono comunque dei tempi tecnici compresi tra i 45 ed i 70 giorni dallo scioglimento delle Camere, e per consentire il voto agli italiani residenti all’estero si parla di circa due mesi. Se le Camere venissero sciolte intorno a Ferragosto, circostanza che attualmente appare improbabile, si potrebbe tornare alle urne già domenica 13 ottobre. Se il premier, invece, decidesse di passare dal Parlamento allungando le tempistiche, considerando che Camera e Senato sono in ferie, la data delle elezioni anticipate potrebbe slittare tra il 20 ed il 27 ottobre. Se le Camere venissero sciolte a settembre le elezioni andrebbero fissate a novembre, ma come riporta Skytg24, con le ferie natalizie e la legge di Bilancio da approvare non si esclude anche di poter tornare al voto nei primi mesi del 2020. Non si esclude al momento anche la possibilità di un probabile rimpasto o di un Governo tecnico, decisione che dovrebbe passare anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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