capo ultrà Lazio
Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik (foto dal web)

Lo storico capo ultrà della Lazio Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, è stato ucciso nel pomeriggio di ieri con un colpo di pistola alla testa in un parco di Roma.

Una vera e propria esecuzione si è consumata ieri, mercoledì 7 agosto, in un parco di Roma intorno alle 19. Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik storico capo ultrà della Lazio, è stato ucciso con un colpo di pistola a bruciapelo alla testa che non gli ha lasciato scampo. Secondo una prima ricostruzione, Piscitelli si era recato al Parco degli Acquedotti, a Cinecittà, per un appuntamento con qualcuno, ma mentre era seduto su una panchina è stato avvicinato da un uomo che lo ha ucciso con le modalità di un regolamento di conti. Sul posto sono sopraggiunti i soccorsi che hanno provato inutilmente a rianimare l’uomo di cui è stato constatato il decesso.

Agguato in pieno giorno: ucciso in un parco il capo ultrà della Lazio Diabolik

Nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 7 agosto, lo storico capo ultrà degli Irriducibili della Lazio, Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik, è stato freddato con un colpo alla testa mentre si trovava al Parco degli Acquedotti di Roma. Piscitelli, 53 anni, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti riportata dalla redazione de Il Messaggero, sarebbe arrivato al parco, probabilmente attirato da un appuntamento, insieme al suo autista, dato che gli era stata ritirata la patente. Il 53enne, in maglietta e pantaloncini corti, si era seduto su una panchina, ma improvvisamente un uomo con il volto parzialmente coperto da un foulard lo ha ucciso con un colpo di pistola calibro 765 alla testa. Diabolik è finito a terra, mentre l’assassino si è dileguato tra le tante famiglie e le persone che affollavano il parco data l’ora. Sul posto sono immediatamente arrivati i soccorsi, ma per il 53enne non c’è stato più nulla da fare. Intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato ed i colleghi della scientifica che hanno svolto i primi accertamenti per chiarire le dinamiche di quanto accaduto e cercare di rintracciare il responsabile dell’agguato. Del caso si sta occupando anche la Squadra Mobile capitolina ed i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, dato che probabilmente dietro all’omicidio potrebbe esserci un regolamento di conti nell’ambiente criminale, lontano dal mondo del calcio. Piscitelli, già noto alle forze dell’ordine per diversi reati, come riporta Il Messaggero, aveva il Daspo (Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive) e l’obbligo di firma nei giorni delle partite della Lazio. Secondo gli investigatori il killer ha agito in modo preciso e sfacciato colpendo in pieno giorno e attentamente riuscendo a dileguarsi facilmente. Importanti potrebbero essere le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e le testimonianze dei presenti che potrebbero aver visto dettagli fondamentali per rintracciare l’assassino. Numerosi i messaggi di cordoglio, anche sui social network, da parte dei tifosi biancocelesti che piangono uno dei capisaldi della curva Laziale.

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