Carabiniere ucciso: la chiamata costata la vita a Mario Cerciello Rega

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Il carabiniere ucciso, il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega (foto dal web)

Sono emersi nuovi dettagli sui minuti precedenti alla tragedia di giovedì 25 luglio, quando il carabiniere Mario Cerciello Rega è stato ucciso mentre era in servizio. Intanto i militari del Ris hanno effettuato un nuovo sopralluogo nella stanza dell’hotel Le Meridien Visconti di Roma, dove alloggiavano i due studenti americani.

Nuovi dettagli emergono sulla morte del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso a coltellate la sera del 25 luglio nel tentativo di arrestare due studenti americani. Secondo quanto riportato dalla redazione de Il Messaggero, quando Sergio Brugiatelli avrebbe chiamato Christian Gabriel Natale Hjorth per cercare di accordarsi sulla restituzione dello zaino che gli era stato sottratto, lo studente americano avrebbe capito che l’uomo era in compagnia di altre persone. Nella mattinata di ieri, intanto, i Ris si sono recati presso l’hotel Le Meridien Visconti di Roma, dove soggiornavano i due studenti americani, per un nuovo sopralluogo.

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Carabiniere ucciso: quattro chiamate prima dell’incontro tra Brugiatelli ed i due studenti americani

Sarebbero quattro le chiamate intercorse tra Sergio Brugiatelli ed i due studenti americani, Christian Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder, quella maledetta sera del 25 luglio. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, due delle conversazioni sarebbero state effettuate mentre Brugiatelli era solo e due mentre era in compagnia dei carabinieri, una con i carabinieri di Monteverde e l’ultima con Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale. Nella chiamata in vivavoce, per accordarsi sulla restituzione dello zaino che gli era stato sottratto, mentre Brugiatelli era con Rega e Varriale, che registrano la telefonata, Christian Gabriel Natale Hjorth intuisce che l’uomo non era da solo e impaurito vuole far saltare l’incontro. Brugiatelli, come riporta Il Messaggero, insiste e riesce a convincere i due americani. L’incontro si farà ad una condizione: restituire lo zaino al mediatore dello spaccio in cambio di un grammo di cocaina e 100 euro. Finnegan a quel punto impugna il coltello che ha nella tasca della felpa: “Quando – le parole dell’americano agli inquirenti riportate da Il Messaggeroil mio amico mi ha detto che lo dovevamo incontrare (Brugiatelli, ndr), io ho preso il coltello“.

Prima dell’incontro, si verifica un’incomprensione tra “le parti” con i due carabinieri in borghese diretti verso piazza Giuseppe Gioacchino Belli e non in via Giuseppe Gioacchino Belli dove li attendevano i due americani. Attraverso un’altra chiamata avviene il chiarimento con indicazioni più precise per l’incontro, durante la quale, sentendo dei rumori Christian Gabriel preoccupato dice a Brugiatelli: “Con chi sei, vieni da solo“. I militari, dunque, si dirigono verso l’Unicredit, all’angolo tra via Pietro Cossa e via Federico Cesi dove si consuma la tragedia con Cerciello Rega raggiunto da 11 coltellate. A questo punto, spiega Il Messaggero, le versioni delle parti, la procura e gli avvocati dei due giovani si discostano, per l’accusa i carabinieri si sarebbero identificati, mentre per i legali non è chiaro. “Per noi quella dei carabinieri – spiega Roberto Capra avvocato di Finnegan – non era un’operazione ufficiale, mirava solo a recuperare lo zaino. I due militari non si sono identificati“. Il difensore, come riporta Il Messaggero, ha presentato richiesta ai pm per acquisire tutti i video di zona e far chiarezza sulla vicenda: “Abbiamo presentato una richiesta ufficiale, l’ha voluta presentare Elder. Crediamo che attraverso i video possa essere fatta chiarezza su che cosa sia effettivamente accaduto“.

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Morte Mario Cerciello Rega: nuovo sopralluogo dei Ris nell’hotel dove alloggiavano i due studenti americani

Intanto nella mattinata di ieri, intorno alle 9, i carabinieri del Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) hanno effettuato un nuovo sopralluogo presso all’hotel Le Meridien Visconti di Roma dove alloggiavano Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder. I militari dell’Arma, nello specifico, hanno effettuato degli accertamenti nella stanza 109 per cercare impronte digitali e tracce biologiche dei due americani. Nella stanza, dove nel controsoffitto era stato ritrovato nascosto il coltello di circa 18 centimetri utilizzato per colpire Rega, durante il sopralluogo, effettuato alla presenza degli avvocati e durato oltre cinque ore, sono stati prelevati dei reperti. Quest’ultimi, come riporta la redazione dell’agenzia stampa AdnKronos, verranno analizzati oggi dai militari del Ris per rintracciare nuovi dettagli che potrebbero risultare utili nel prosieguo delle indagini sulla morte del vicebrigadiere Rega.

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