La Ferrari non va in vacanza: questi i piani del team boss Mattia Binotto

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Le due Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc in pista nel Gran Premio d'Ungheria di F1 all'Hungaroring (Foto Ferrari)
Le due Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc in pista nel Gran Premio d’Ungheria di F1 all’Hungaroring (Foto Ferrari)

F1 | La Ferrari non va in vacanza: questi i piani del team boss Mattia Binotto

L’atmosfera non è delle migliori. Mentre la Formula 1 si imbarca verso le sue tre settimane di ferie estive, infatti, in casa Ferrari il pensiero non va certo alle sdraio e agli ombrelloni. I piloti, ma soprattutto gli ingegneri e i meccanici, in vacanza ci andranno, anche forzatamente: lo prevede il regolamento, che costringe le scuderie a chiudere i cancelli delle officine durante la sosta. Ma il management, i vertici, i piani alti di Maranello resteranno invece rigorosamente al lavoro.

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A chiedere gli straordinari, prima di tutto a se stesso, è stato direttamente il team principal Mattia Binotto, che vuole sfruttare questo periodo per tirare il fiato, certo, ma anche per analizzare con precisione le (poche) cose che hanno funzionato e le (tante) cose che non sono andate secondo i piani nella prima metà della stagione 2019. “Dobbiamo fare un bilancio della macchina, delle prestazioni, dei piloti ma anche dell’affidabilità e della squadra”, indica la direzione il boss, “perché non abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissi”.

Prima metà di stagione deludente per la Ferrari

E non è difficile capire il perché. Se riavvolgiamo il nastro di cinque mesi, ritroviamo una Ferrari che a inizio marzo si presentava sulla griglia di partenza del primo Gran Premio stagionale, in Australia, forte degli incoraggianti risultati dei test pre-campionato, e addirittura, secondo alcuni, con i galloni di macchina da battere. La SF90 che abbiamo visto all’opera ieri all’Hungaroring, invece, sembra la sorella brutta di quella monoposto.

Così scarso il suo carico aerodinamico e, di conseguenza, così lenta nelle curve che su un circuito stretto, tortuoso e guidato come quello ungherese si è beccata la bellezza di un minuto di distacco dalla Mercedes e dalla Red Bull. “Siamo andati a Melbourne non pensando di essere i migliori, ma certamente di poter essere competitivi”, ha spiegato Binotto. “Invece abbiamo fatto fatica a comprendere la vettura. Ci manca ancora prestazione in curva e questi problemi devono farci pensare. La valutazione della macchina è positiva perché stiamo migliorando, ma negativa rispetto alle aspettative che avevamo e non abbiamo rispettato”.

I prossimi Gran Premi potrebbero essere provvidenziali

Insomma, l’umore dalle parti di Modena resta nero, il clima è pesante, e anche da un punto di vista psicologico questa pausa potrebbe dare una mano: “Le ferie saranno utili”, conferma il team principal. “Abbiamo lavorato tutti molto sodo e perciò fermarci e ricaricare le batterie sarà utile”. Al rientro dalle vacanze sarà il calendario a dare una mano, visto che le prossime due piste, Spa-Francorchamps e Monza, sono molto più ricche di rettilinei che di curve: “Sulla carta possono favorirci”, ammette l’ingegnere italo-svizzero. Potrebbero essere le ultime occasioni utili per non concludere la stagione a secco di vittorie. Ma, per sfruttarle al meglio, occorre prepararsi a dovere.

Fabrizio Corgnati