Hamilton rivince, ma stavolta deve sudare: “Verstappen, ti ho battuto così”

Lewis Hamilton festeggia la vittoria nel Gran Premio d'Ungheria di F1 all'Hungaroring (Foto Mark Thompson/Getty Images)
Lewis Hamilton festeggia la vittoria nel Gran Premio d’Ungheria di F1 all’Hungaroring (Foto Mark Thompson/Getty Images)

F1 | Hamilton rivince, ma stavolta deve sudare: “Verstappen, ti ho battuto così”

Quella di oggi è la sua vittoria numero 79 in carriera, ma per Lewis Hamilton ha il sapore della prima volta: “Non ci crederete, ma anche se è passato tanto tempo mi sento come se fosse la mia prima vittoria”. E non è solo una frase fatta, c’è davvero da credergli.

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Questo Gran Premio d’Ungheria, infatti, non era uno come gli altri per il campione del mondo in carica, che veniva da una prestazione disastrosa in Germania, solo una settimana fa, dove complice l’influenza ha rischiato di restare a secco di punti. La voglia di riscatto, dunque, era fortissima: “Ero davvero determinato a vincere questa gara oggi, per rifarmi della scorsa”, ammette dopo aver tagliato il traguardo. “Sono stanco, ed è giusto così, ma anche molto grato per questa giornata e per la squadra che continua a spingermi al limite e a sfruttare ogni occasione con me”.

E il successo è arrivato, grazie anche ad uno sforzo collettivo fantastico di tutta la Mercedes: “Corriamo insieme da sette anni, ma ogni vittoria mi dà sensazioni nuove”, spiega Hamilton. “Il nostro rapporto non è secondo a nessuno, improntato sull’equilibrio e sull’onestà. Non ci perdiamo in ca…ate, tutti sono diligenti al massimo. Dopo una brutta gara come la scorsa ci sono lacrime, ma c’è anche piena apertura: non lasciamo nulla di inespresso, ma comunichiamo senza imbarazzi e poi andiamo avanti. Questa è la chiave del successo: restare uniti e continuare a lavorare come facciamo noi”.

Con l’aiuto del team Mercedes

Anche se per Lewis Hamilton quella di oggi è l’ottava vittoria stagionale, dunque, è stata tutt’altro che scontata. Non solo perché non sono mancati i grattacapi tecnici, come il timore per il surriscaldamento dell’impianto frenante: “Onestamente abbiamo avuto problemi ai freni per tutto il weekend ed ero un po’ preoccupato. Ho dovuto gestire la situazione e per mezzo giro non ho toccato il pedale del freno”. Di mezzo ci si è messo anche un avversario ostico come Max Verstappen, che è riuscito a tenerlo alle sue spalle per buona parte della corsa: “Superare Max è stato molto difficile, perché sul rettilineo andava molto forte e si difendeva bene”, confessa l’anglo-caraibico.

Come detto, a dargli una mano ci ha pensato il team, mettendo in atto una strategia talmente inaspettata e rischiosa che lo stesso Hamilton, inizialmente, l’ha messa in dubbio. Al giro 48, il box delle Frecce d’argento lo ha richiamato per un pit stop imprevisto, che lo ha fatto precipitare a venti secondi da Verstappen, ma lo ha messo anche in condizione di sfruttare un treno di gomme medie nuove per rimettersi in caccia del suo rivale. “Onestamente non sapevo se sarei riuscito a recuperare quei 19 secondi di distacco, che non erano pochi”, racconta Lewis. “Ma il ritardo continuava a diminuire, mentre facevo un giro da qualifica dopo l’altro. Complimenti al team. Penso che se Niki fosse qui, anche lui farebbe tanto di cappello”.

Hamilton applaude la Red Bull

Il sorpasso decisivo è arrivato a soli cinque giri dalla fine. Insomma, stavolta il cinque volte iridato ha dovuto sudare per avere la meglio di una Red Bull apparsa in gran forma. Specialmente su un circuito dove il carico aerodinamico fa la differenza, come lo stretto e tortuoso Hungaroring: “Bisogna ricordarsi che questo team ha vinto molti titoli mondiali, ha sempre avuto una buona macchina, e ha uno dei migliori progettisti del mondo, Adrian Newey”, afferma Hamilton. “C’è stato un periodo in cui avevano meno potenza e meno carico, ma ora hanno recuperato e iniziato ad usare meglio la loro macchina. I loro due piloti stanno iniziando a mettere insieme delle ottime prestazioni e sono tra i primi. Chiaramente la Red Bull va forte, e il loro ultimo motore non è inferiore al nostro in potenza, anzi in alcune piste è addirittura migliore. Perciò sarà interessante vedere come andranno nelle prossime gare”.

Sono in arrivo piste da potenza, come Spa e Monza, che diranno dunque la verità sull’effettivo recupero in campo motoristico dell’accoppiata Red BullHonda. Intanto, però, stavolta a trionfare è stato il solito Hamilton con la solita Mercedes. Tornando a ricordare a tutti chi è che comanda in Formula 1.

Fabrizio Corgnati