Portano la figlia di 10 anni in ospedale, poi la terribile scoperta

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Una bambina di 10 anni di Vimercate (Monza), portata in ospedale dai genitori, è risultata essere cocainomane in seguito ai controlli dei medici.

Una coppia di genitori di Vimercate, comune della provincia di Monza e della Brianza, ha portato la loro piccola figlia di 10 anni al pronto soccorso preoccupati per le sue condizioni di salute. La bambina da tempo aveva assunto degli atteggiamenti violenti e aggressivi ed è stata portata presso la struttura ospedaliera dopo una crisi di nervi. I medici dell’ospedale dopo una prima visita hanno accertato che la piccola avesse assunto sporadicamente cocaina e fumato spinelli.

Bambina di 10 anni cocainomane: “Nessun giudizio morale, solo sostegno”

Una scoperta scioccante quella fatta da due genitori di Vimercate, comune della provincia di Monza e della Brianza che hanno portato la loro figlia di 10 anni in ospedale. La famiglia aveva portato la piccola al pronto soccorso dopo una crisi di nervi e soprattutto perché preoccupata dato che negli ultimi tempi la bambina aveva avuto dei comportamenti aggressivi e violenti. I medici, dopo i primi accertamenti, secondo quanto riportato dalla redazione de Il Quotidiano.net, hanno comunicato ai genitori che la figlia era positiva alla cocaina. La piccola, che spesso veniva lasciata sola in casa, inoltre, secondo i medici era divenuta cocainomane dopo aver iniziato fumando spinelli. Il primario del reparto che ha preso in cura la bambina, Antonio Amatulli, ha spiegato: “Come per gli altri giovani che riempiono le degenze -riporta Il Giorno- i sintomi lasciavano pochi dubbi sull’origine dei problemi. Quando è così, è il ritratto del dolore. Qui i ricoveri dei minori sono cresciuti in modo esponenziale. È un fenomeno nuovo e gravissimo, fino a cinque anni fa praticamente non esisteva. Adesso, è quotidianità. E le strutture devono cambiare: sono pochi i reparti di psichiatria destinati ai minori, in Lombardia sono solo cinque. Dove non esistono, i ragazzini finiscono assieme agli adulti“. Il dottor Amatulli prosegue spiegando cosa possa esserci dietro questo fenomeno in crescita: “L’abuso di stupefacenti e di superalcolici per quanto in aumento non basta a giustificare tutto questo. Ci sono altre due cause: la complessità della società e l’inadeguatezza della famiglie e della scuola. Mancano ruoli chiari, senza i quali non si matura. Sviluppano talenti cognitivi, sono imbattibili con lo smartphone, ma a questa fioritura ‘funzionale’ non corrispondono adeguate capacità intellettuali. Sono immaturi e disancorati”. Il medico in merito al caso specifico della bambina, trasferita in una comunità per minori, ha spiegato che la strada da percorrere anche per la famiglia sarà lunga, ma ci sarà solo sostegno e “nessun giudizio morale, solo sostegno“.

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