Ducati sfodera l’arma segreta: il nuovo sviluppo tecnico che debutta a Brno

La nuova ala sulla Ducati di Andrea Dovizioso nelle prove libere del Gran Premio della Repubblica Ceca di MotoGP 2019 a Brno (Foto Michal Cizek/AFP/Getty Images)
La nuova ala sulla Ducati di Andrea Dovizioso nelle prove libere del Gran Premio della Repubblica Ceca di MotoGP 2019 a Brno (Foto Michal Cizek/AFP/Getty Images)

MotoGP | Ducati sfodera l’arma segreta: il nuovo sviluppo tecnico che debutta a Brno

Aveva promesso novità tecniche già da questo primo Gran Premio dopo le ferie estive e novità, in effetti, sono arrivate. La Ducati riparte di slancio da Brno per la seconda metà del campionato del mondo di MotoGP 2019, in cui è chiamata ad una difficile rimonta iridata sul capolista Marc Marquez. Anche se, a dire il vero, non si è mai realmente fermata: anche durante la sosta dalle gare, infatti, i progettisti hanno lavorato sodo a Borgo Panigale, sfornando aggiornamenti che sono stati sperimentati nel corso di alcune sessioni di test in pista dal collaudatore Michele Pirro.

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Una di queste, promossa e portata già al primo weekend di gara dopo la pausa, riguarda naturalmente l’aerodinamica, il principale punto di forza della Rossa nelle ultime stagioni. Sulla Desmosedici GP, nelle prove libere del Gran Premio della Repubblica Ceca, è spuntata insomma una carena inedita, omologata prima della ripresa delle ostilità, che sostituisce alle precedenti due alette sui lati una sola, ma di dimensioni maggiorate, e dalle forme meno secche e spigolose ma più rotonde e smussate, quasi a goccia nella parte inferiore.

Insomma, una soluzione che ritorna, almeno in parte, al passato: già nel precedente modello 2018 (quello che tuttora è portato in gara dal pilota satellite Pecco Bagnaia) era infatti presente un unico spoiler, per quanto dal disegno diverso. La nuova carena è stata provata prima da Danilo Petrucci nel turno del mattino, e poi anche da Andrea Dovizioso in quello pomeridiano. L’obiettivo di questi sviluppi della Ducati è quello di risolvere il principale difetto congenito della moto bolognese: la percorrenza di curva, lamentata da entrambi i piloti anche dopo l’ultima tappa del Sachsenring.

Fabrizio Corgnati