Max Biaggi
Max Biaggi (Getty Images)

MotoGP | Max Biaggi: “Difficile lasciare dopo tanti sacrifici”. Parla di Valentino Rossi?

Max Biaggi ha vissuto l’epoca d’oro del Motomondiale italiano quando lui, Capirossi e Valentino Rossi dominavano in lungo e in largo in MotoGP. Essendo il più vecchio dei tre per lui il pensionamento è arrivato prima e in un lungo messaggio su Facebook ha provato a spiegare perché per un pilota è così complicato lasciare. Chissà che non sia un chiaro riferimento a Valentino Rossi.

In un lungo post Max Biaggi ha così raccontato: “Il motociclismo è diventato già da un po’ uno sport a 360° e non basta soltanto andar forte in pista. Bisogna essere politicamente molto preparati, per sventare qualunque attacco possa arrivare, attacco che potrebbe ledere all’immagine del pilota e renderlo meno appetibile sul mercato degli sponsor. Curare ogni minimo dettaglio è fondamentale! Ecco perché la maggior parte dei piloti in questo periodo staccano la spina, ma non possono farlo completamente! Devono mantenere una piccola finestra sulla loro vita, finestra attraverso la quale mantengono vivo il loro rapporto con i propri fans”.

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Lasciare quanto ottenuto è difficile

Il rider romano ha poi continuato: “Comunque in questo periodo di pausa del Motomondiale, rimane poco da dire e da scrivere! D’altra parte siti web e giornali devono produrre qualcosa di vendibile e allora gli argomenti attraverso cui si spazia sono i più disparati, ma spesso poco hanno a che fare con quella che è realmente la realtà. Quest’anno il tormentone ricorrente ha riguardato i ritiri, le pensioni, i licenziamenti o come meglio si vogliano chiamare! In queste settimane ho letto del ritiro di piloti, capo meccanici, team manager e chi più ne ha più ne metta”.

Max Biaggi ha poi proseguito parlando di ritiri: “Ogni mattina se ne sente una nuova ed in barba a contratti firmati da professionisti, ogni giorno bisogna immaginare un nuovo assetto del circus iridato! In tutto questo però ci si dimentica di una cosa: i piloti, i meccanici, i team manager e tutti gli addetti ai lavori, che vivono da anni nel Motomondiale, sono abituati ad una competizione elevatissima, fuori e dentro la pista. Credete sia facile per un tecnico, per un ingegnere, per un pilota, arrivare in quel mondo e restarci per anni? No, non lo è affatto e si permane in quel mondo solo con una forte forza di volontà, con tanto lavoro, con tanti bocconi amari ingoiati, sempre con il sorriso stampato in faccia”.

Infine l’ambasciatore di Aprilia ha così concluso: “Questo fa capire che i processi mentali che muovono le menti dei piloti e dei vari addetti ai lavori (di ogni ordine e grado), sono sconosciuti e incomprensibili e ciò avviene nel bene e nel male. Ma l’errore più grande è quello di pensare che i protagonisti di questa vita così competitiva, così meravigliosa, ma anche così difficile, possano lasciare facilmente ciò che hanno conquistato in anni ed anni di sacrifici. Tra poco meno di una settimana si ricomincia! Vedremo chi avrà avuto ragione, ma una cosa è certa: the show must go on, è sempre stato così e sempre sarà così”.

Antonio Russo