Charles Leclerc (©Getty Images)

F1 | La FIA si difende: “Ecco perché non abbiamo punito la Ferrari”

Secondo molti, la decisione presa dai commissari di Hockenheim domenica scorsa di non  infliggere la classica penalità di 5″ per “unsafe realese” a Charles Leclerc, quasi a contatto con la Haas di Romain Grosjean in pit lane, ma di multare invece di 5000 euro direttamente la Ferrari, finirà per creare un precedente.

In pratica, qualcuno sostiene che con questo approccio lassista, i team saranno d’ora in avanti incentivati a non prestare attenzione a quanto accade in corsia box durante i pit stop.

Non credo che andrà così“, si è difeso ad F1i.com il direttore di gara Michael Masi. “Ogni caso sarà trattato singolarmente a seconda delle circostanze“.

Per il sostituto del compianto Charlie Whiting, l’episodio che ha visto protagonista il monegasco della Rossa non avrebbe comunque meritato una punizione in termini di tempo, specialmente se comparato con quanto accaduto lo scorso maggio a Monaco quando nella pit lane del Principato la Mercedes di Valtteri Bottas e la Red Bull di Max Verstappen erano arrivati alla collisione. Impatto che terminò con 5” dall’olandese.

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Anche se a Montecarlo si era parlato di ‘unsafe release’, quello in realtà era stato un ‘causing a collision’“, ha spiegato l’australiano facendo una precisazione. “In ogni caso in Germania ne abbiamo discusso durante l’ultimo meeting con le scuderie prima del via della corsa, considerando che c’era la possibilità che venisse a piovere e quindi che tutti avrebbero potuto trovarsi a cambiare le gomme nello stesso momento. Dunque come punizione è stata sufficiente“.

Alla fine per Leclerc essere stato graziato non è valso a nulla dato che poi è andato a sbattere mentre occupava la piazza d’onore vanificando un buon risultato per sé e per il Cavallino, poi salvato da Vettel.

Chiara Rainis