Ducati condannata a vincere: perché da Brno potrebbe cambiare tutto

0
471
Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci in pista con le due Ducati (Foto Ducati)
Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci in pista con le due Ducati (Foto Ducati)

MotoGP | Ducati condannata a vincere: perché da Brno potrebbe cambiare tutto

Anche la Ducati è pronta a cominciare la seconda parte della stagione 2019 di MotoGP questo weekend, con il Gran Premio della Repubblica Ceca. La prima metà del campionato non le ha riservato particolari soddisfazioni: due vittorie e altri cinque podi per la squadra ufficiale (a cui se ne aggiunge un altro del satellite Jack Miller) rappresentano un bottino tutto sommato deficitario, per un marchio che alla vigilia puntava senza mezzi termini all’iride.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Al giro di boa dell’annata, invece, Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci si ritrovano sì nel ruolo atteso di primi inseguitori del capolista Marc Marquez (separati da sei punti tra di loro) ma staccati di ben 58 lunghezze dalla vetta della classifica generale. Un’enormità: talmente tanto che nemmeno vincendo tutte le gare che mancano da qui alla fine dell’anno Dovizioso avrebbe la matematica certezza di laurearsi campione. A Marquez, in altre parole, basterebbe arrivare sempre secondo per mettere in cassaforte il suo ottavo titolo iridato.

Arrivano le piste amiche della Ducati

Questo significa che alla Ducati non basta nemmeno vincere: è costretta a dominare, magari confidando nell’aiuto esterno delle rinate Yamaha e Suzuki, che potrebbero fare da ago della bilancia e togliere punti alla Honda. Un’impresa complicatissima, ai limiti dell’impraticabilità, insomma, ma anche l’unica strada che la Rossa di Borgo Panigale può pensare di percorrere. Una mano, in questo senso, gliela potrebbe dare il calendario, che ora pone davanti al circus delle due ruote una serie di piste favorevoli alle caratteristiche tecniche della Desmosedici GP, almeno sulla carta.

Prima viene Brno, un tracciato simile al Mugello (anche se senza rettilineo), dove il motorone bolognese si potrà scatenare soprattutto nella seconda parte del giro, quella in salita. Nell’ultima edizione, infatti, la Ducati in Repubblica Ceca portò a casa una doppietta. Poi toccherà al Red Bull Ring, una vera e propria riserva di caccia nella quale la Casa italiana è imbattuta fin da quando questa pista fece il proprio ingresso nel Motomondiale tre anni fa. Ma per concretizzare anche stavolta il grande potenziale della sua moto su questi circuiti, la squadra dovrà prima di tutto risolvere i suoi problemi di troppo emersi prima delle ferie estive.

Crisi tecnica ma anche umana

Innanzitutto quelli tecnici: quel sottosterzo in ingresso di curva che penalizza la percorrenza e di cui si sono lamentati senza mezzi termini sia Dovizioso che Petrucci. Durante il mese di pausa gli ingegneri ai comandi di Gigi Dall’Igna hanno lavorato sodo e il collaudatore Michele Pirro ha messo alla prova le nuove soluzioni in alcuni test in pista, ma finora i rimedi trovati dai tecnici non sono riusciti a invertire questa problematica tendenza. I vertici ducatisti, del resto, sono convinti invece della grande efficacia della loro moto e rimbalzano le responsabilità sui piloti, le cui parole di accusa pronunciate dopo la delusione del Sachsenring non sono certo piaciute ai piani alti.

Insomma, oltre ai limiti del mezzo c’è anche una certa atmosfera di tensione che si respira all’interno della squadra. Non certo il presupposto ideale per tentare una rimonta che avrebbe del miracoloso. Eppure basterebbe un buon risultato, domenica prossima, per riportare il sereno in casa Ducati, quantomeno sul fronte dell’umore…

Fabrizio Corgnati