Divieto di balneazione in diverse località dopo le analisi dell’acqua

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Divieto di balneazione
(foto dal web)

Prosegue il divieto di balneazione per 18 località della Riviera Romagnola in seguito al superamento del tasso di la di escherichia coli e enterococchi previsto dalla legge emerso dai controlli dell’Arpae.

In seguito allo stato di pre allerta che era stato diffuso nella giornata di lunedì sulla Riviera Romagnola prosegue il divieto temporaneo di balneazione per i bagnanti. Il divieto, valido per diversi punti del litorale romagnolo, è stato emanato in seguito ai risultati delle analisi delle acque che hanno fatto emergere un tasso di escherichia coli e enterococchi oltre i parametri previsti dalla legge.

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Riviera Romagnola: divieto di balneazione per 18 località, superata la soglia di escherichia coli e enterococchi

Nella giornata di lunedì, 29 luglio, l’Arpae (Agenzia regionale per la prevenzione, l´ambiente e l´energia dell´Emilia-Romagna) aveva lanciato uno stato di pre allerta per alcune località balneari della costa della Riviera in seguito ad alcuni prelievi di acqua effettuati dagli esperti. I risultati di tali test, previsti dal calendario programmato dalla Regione Emilia-Romagna, come riportato dalla redazione di Tgcom24, avevano fatto emergere che il tasso di escherichia coli e enterococchi era più alto della soglia prevista dalla legge. Dopo i risultati è stato diffuso il divieto di balneazione temporaneo, segnalato dalle bandiere bianche e rosse issate sulle spiagge, per 13 località balneari del litorale di Rimini, due zone a Lido di Volano (Ferrara), uno a Savignano, uno a Cesenatico e uno San Mauro, nella provincia di Forlì-Cesena. I prelievi delle acque sono stati ripetuti dagli esperti dell’Arpae anche nella giornata di ieri, martedì 30 luglio, ed se i risultati, che saranno disponibili entro 48 ore, faranno emergere il rientro dei parametri nelle soglie prevista dalla legge, il divieto sarà revocato. I test sono stati ripetuti in quanto, come riportato dalla redazione di Tgcom24, lunedì era già presente il divieto di balneazione in diverse zone del litorale riminese dopo l’apertura degli scarichi a mare delle acque fognarie dovuta alle piogge persistenti del giorno prima.

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