Valentino Rossi sulla sua Yamaha M1 (Foto Yamaha)
Valentino Rossi sulla sua Yamaha M1 (Foto Yamaha)

MotoGP | Valentino Rossi, ora o mai più: questo è il momento giusto per la svolta

Dove eravamo rimasti? A tre cadute e un ottavo posto. Questo il deprimente ruolino di marcia di Valentino Rossi negli ultimi quattro Gran Premi prima della sosta estiva della MotoGP. Un rendimento talmente deficitario da rendere la prima metà della stagione 2019 la peggiore in assoluto nella carriera del Dottore in classe regina. Talmente inaccettabile da sollevare indiscrezioni sempre più pressanti su un suo presunto pensionamento anticipato.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Il suo entourage, nei giorni scorsi, ha tolto ogni dubbio in merito, smentendo seccamente qualunque voce secondo cui il fenomeno di Tavullia possa troncare il suo contratto con la Yamaha prima della scadenza naturale a fine 2020. Ma le parole, a questo punto, non bastano più. Per convincere tifosi, addetti ai lavori e tutto il paddock del Motomondiale di non aver perso il suo smalto, di essere ancora un pilota competitivo a quarant’anni suonati, Valentino Rossi ha bisogno di dare una svolta alla sua stagione. Quanto prima. E a suon di risultati.

Il mese di ferie è sicuramente stato provvidenziale, quantomeno dal punto di vista psicologico: le vacanze con la sua fidanzata Francesca Sofia Novello gli hanno permesso di resettare i pensieri negativi e di risollevare l’umore nero per la recente striscia di gare sfortunate. Ora un’altra mano potrebbe dargliela la pista sulla quale il circus delle due ruote riprenderà la sua corsa dopo il giro di boa del campionato: un circuito a lui amico come quello di Brno, dove il numero 46 ha vinto in ogni categoria, e ben cinque volte in MotoGP.

I problemi di Valentino Rossi con la sua Yamaha M1

L’incognita più grande, in compenso, resta quella sul fronte tecnico. Valentino Rossi e il team nel suo box non hanno mai compreso appieno, fin dall’inizio del 2019, l’ultimo modello della M1, e le difficoltà dei suoi tecnici nel mettere a punto la Yamaha per lo stile di guida del pesarese sono sempre più evidenti. D’altra parte, però, non si può certo dire che la moto di Iwata sia poco competitiva: anzi, nelle ultime due gare prima della pausa, mentre Rossi finiva per terra, il suo compagno di squadra Maverick Vinales infilava un primo e un secondo posto. La Casa dei Diapason sembra avere superato la Ducati ed essersi imposta nel ruolo di prima avversaria della Honda, grazie anche alle prestazioni di Fabio Quartararo, il debuttante francese del team satellite Petronas ormai diventato il re delle qualifiche, con due pole position negli ultimi tre GP e tre, in tutto, nella prima metà della stagione.

Insomma, la Yamaha è risorta, Valentino Rossi ancora no: tanto che è ormai scivolato all’ottavo posto in classifica generale, distantissimo dal capolista Marc Marquez (ben 105 punti di distacco dalla vetta) e dietro anche al suo vicino di box Vinales. Tornare in testa almeno tra i suoi compagni di marca è un obiettivo sicuramente alla portata per il nove volte iridato. E anche fondamentale, visto che insieme alle voci sul suo ritiro si stanno facendo strada anche le ipotesi di un approdo di Quartararo nella squadra ufficiale al suo posto.

Fabrizio Corgnati