La Ferrari in Ungheria: perché l’Hungaroring preoccupa la Rossa (VIDEO)

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Charles Leclerc in pista con la sua Ferrari (Foto Ferrari)
Charles Leclerc in pista con la sua Ferrari (Foto Ferrari)

F1 | La Ferrari in Ungheria: perché l’Hungaroring preoccupa la Rossa (VIDEO)

Nemmeno il tempo di tirare il fiato: domenica la Formula 1 torna già in pista, a una sola settimana di distanza da Hockenheim, con il Gran Premio d’Ungheria, tradizionalmente l’ultimo prima delle ferie estive del Mondiale a quattro ruote. Una gara che porta a galla ricordi positivi per la Ferrari, dalla leggendaria rimonta di Nigel Mansell targata 1989 fino alle vittorie a ripetizione di Michael Schumacher, come anche momenti tristi e di paura come l’incidente di Felipe Massa nelle qualifiche del 2009, che finì in ospedale dopo l’impatto di una molla con il suo casco.

C’erano tempi, insomma, in cui la natura stretta, corta e lenta del tracciato dell’Hungaroring era capace di esaltare le doti di guidabilità della Rossa, e dunque l’arrivo in terra magiara era sempre accolto con soddisfazione dalla Scuderia. Nella passata edizione, però, non fu così: Sebastian Vettel (che già aveva vinto due volte su questa pista con il Cavallino rampante, nel 2015 e nel 2017) arrivò al traguardo staccato di ben diciassette secondi dal vincitore Lewis Hamilton.

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Purtroppo per i tifosi ferraristi, questa è la tendenza che rischia di ripetersi anche in questo weekend di gara. La SF90 è una vettura che punta tutto sulla potenza del proprio motore e dunque sulla velocità di punta in rettilineo, mentre il circuito ungherese è tortuoso e guidato, e ha molte più curve che dritti. Sulla carta, insomma, si tratta di uno di quei tracciati che rischia di mandare in crisi la Ferrari, per colpa della sua mancanza di carico aerodinamico nel misto che genera sottosterzo. L’unica àncora di salvezza per Maranello potrebbe arrivare dal caldo: come nello scorso fine settimana a Hockenheim (almeno prima della pioggia), infatti, sono previste temperature molto alte, di quelle che rischiano di far surriscaldare una monoposto molto soggetta a questo problema come la Mercedes.

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