Il carabiniere ucciso era senza pistola: la verità in conferenza stampa

0
118
carabiniere ucciso
Il carabiniere ucciso, il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega (foto dal web)

Durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina sulle indagini relative alla morte del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso giovedì notte, i vertici dell’Arma avrebbero riferito che la vittima non avrebbe sparato perché senza la pistola d’ordinanza.

Questa mattina, durante la conferenza stampa relative alle indagini in corso sulla morte del Carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso giovedì notte nel tentativo di arrestare due studenti americani, i vertici dell’Arma, compulsati dalle domande dei giornalisti sul perché il vicebrigadiere non abbia sparato, avrebbero riferito che il militare era disarmato.

Carabiniere ucciso era disarmato: forse “una dimenticanza”

Gli interrogativi sorti intorno al reale accadimento dei fatti che hanno condotto alla morte del giovane vicebrigadiere Mario Cerciello Rega sono molteplici. In molti, infatti, si sono chiesti perché la vittima ed il suo collega, avvertito il pericolo, non abbiano sparato ai propri aggressori con l’arma di ordinanza. Durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina in ordine alle indagini sulla morte del carabiniere, i giornalisti hanno posto tale interrogativo ai vertici dell’Arma presenti in sala. Secondo quanto riportato dalla redazione di Fanpage, in prima battuta sarebbe stato riferito che i due carabinieri non avrebbero avuto il tempo di sparare perché sopraffatti dalla ferocia degli aggressori. Il Comandante Provinciale dei Carabinieri Francesco Gargaro avrebbe, infatti, affermato che: “non hanno potuto usare le armi perché sono stati sopraffatti subito, l’unico che avrebbe potuto usarla era Varriale non lo ha potuto fare perché sarebbe stato indagato se avesse sparato contro una persona che scappava“. Le domande dei giornalisti presenti si sarebbero fatte, quindi, più incalzanti sino ad arrivare a chiedere il motivo per il quale allora Varriale non avrebbe sparato in aria. A tale domanda, riporta Fanpage, la risposta sarebbe stata che il suo compito in via prioritaria era quello di “soccorrere il collega” e che “spari in aria a scopo di avvertimento non sono previsti dalla normativa“. Ai giornalisti, però, queste parole non sono bastate e dopo ulteriori sollecitazioni sarebbe emerso, riporta la redazione di Fanpage, che Mario Cerciello Rega era disarmato a causa di “una dimenticanza“; non aveva con sé la pistola d’ordinanza che invece “si trovava nel suo armadietto“. I vertici dell’Arma non hanno fornito una risposta chiara su tale circostanza, considerato che il vicebrigadiere era “in un servizio regolarmente comandato” e che quindi avrebbe dovuto avere con sé l’arma.

Leggi anche —>I funerali del carabiniere ucciso: la commovente lettera della moglie