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Ruben Xaus (foto WorldSBK)

Ruben Xaus è uno che di campionato mondiale Superbike se ne intende. Vi ha corso per nove stagioni, sei delle quali in Ducati e le altre suddivise tra BMW (due) e Honda (l’ultima nel 2011). Un totale di 216 gare con 11 vittorie e 35 podi.

Lo spagnolo è stato vice-campione del mondo SBK nel 2003 e anche dopo il ritiro è rimasto a contatto con l’ambiente. Da quest’anno è impegnato in MotoGP col team Reale Avintia Ducati in qualità di direttore sportivo. Un’esperienza da manager stimolante, anche se i risultati finora non sono stati dei migliori. E il futuro della squadra è incerto.

Campionato Superbike 2019: il giudizio di Ruben Xaus

Xaus ha rilasciato un’intervista al sito ufficiale WorldSBK.com per commentare l’andamento del campionato mondiale Superbike 2019. Queste le sue parole: «È come se fossero stati due campionati diversi, dove uno è stato il dominatore assoluto nella prima parte di stagione. Poi, come si poteva prevedere, il regolamento ha imposto delle modifiche. Quando una moto funziona bene bisogna controllare il motore e limitare quella “musica”. Questo ha degli effetti nel modo di guidare e si ripercuote su tutto. La moto è meno competitiva, la pressione aumenta e anche la fame dei tuoi rivali di batterti diventa sempre più intensa».

Secondo lui il taglio da 250 giri al motore della Ducati Panigale V4 R ha avuto degli effetti, anche se di fatto Alvaro Bautista aveva comunque una moto competitiva. Hanno inciso molto le cadute che ha fatto, altrimenti la situazione sarebbe differente in classifica. Ruben spiega: «Nelle prime tappe del campionato non aveva nessuna pressione, perché nessuno si aspettava questi risultati da parte di Alvaro. Però se sbagli una gara, inizi ad accusare la pressione e quando poi ne sbagli un’altra e poi un’altra ancora e inizi ad accumulare 2-3 errori consecutivi inizi a pagarli cari. Soprattutto se il tuo principale rivale non fa mai errori e questo non può che attribuirsi all’aspetto tecnico quando, per esempio, la moto non si comporta come vorresti o come faceva prima delle modifiche».

Xaus elogia Jonathan Rea, ora leader del campionato mondiale Superbike 2019, per come ha saputo gestire la situazione in un avvio di stagione difficile con le vittorie ripetute di Bautista. Commenta così: «Rea ha imparato molto nella prima parte di stagione, si è trovato in pista un rivale che non conosceva affatto… È stato il leader per quattro anni e all’improvviso arriva uno e lo sorpassa… Non si è innervosito, non è impazzito e questo gli ha permesso di restare lì in ogni momento riuscendo sempre ad essere il secondo miglior pilota in pista. E quando le moto si sono equilibrate secondo il regolamento, visti i risultati che stava ottenendo Alvaro, Johnny è tornato a vincere».

Secondo l’ex pilota c’è stata una crescita da parte del quattro volte campione WorldSBK, dato che prima era abituato a dominare incontrastato e nel 2019 si è trovato a dover reagire al dominio di un rivale inatteso: «Rea ha imparato che anche se vinci quattro titoli, non puoi dormire, si è dovuto svegliare, e come se l’ha fatto! Lo ha fatto lui, la sua squadra e la Kawasaki. . Quello che davvero mi manca è vedere delle battaglie corpo a corpo tra i vari piloti in pista perché non abbiamo ancora visto uno scontro diretto e duro tra loro».

Xaus non ha torto: sono mancati finora i duelli veri tra Rea e Bautista nelle gare. Non hanno mai lottato fino alla fine per una vittoria. Qualche piccola battaglia c’è stata in alcune fasi iniziali di manche, ma nulla di che. Ci sono ancora quattro round per concludere questo campionato e vedremo se in pista ci sarà un po’ di bagarre tra loro.