Carabiniere ucciso, la versione dei due americani: “Pensavamo fosse un delinquente”

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I due imputati sul caso del carabiniere ucciso: “Pensavamo fosse un uomo di Brugianelli” – FOTO: screenshot

Mario Cerciello Rega era in borghese e non sarebbe stato riconosciuto: i due imputati si difendono così sul caso del carabiniere ucciso.

I due imputati della morte di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso lo scorso 25 luglio, hanno ammesso davanti al pubblico ministero di aver rubato lo zaino ad un pusher, Sergio Brugiatelli, e di averlo ricattato con l’estorsione di denaro per la restituzione dell’oggetto. Natale Hjort ha anche confermato di essere andato con Elder Lee a Trastevere per incontrare uno spacciatore di droga, dietro la mediazione di Brugiatelli. Lì c’è stata una truffa perpetrata ai danni dei due americani, che invece di sostanze stupefacenti hanno ricevuto delle normali aspirine. Poi ne è nata una colluttazione con altri individui – 8 in totale – in seguito alla quale Elder Lee e Natale Hjort hanno rubato lo zaino a Brugiatelli per poi darsi alla fuga. Rientrati in albergo, hanno risposto ad una chiamata al cellulare di quest’ultimo, tenuto nella borsa. Il mediatore ne chiedeva la restituzione giungendo ad un accordo.

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Carabiniere ucciso, gli americani lo avrebbero scambiato per un malvivente

Per gli 80 euro versati dagli americani poco prima per avere la droga il Brugiatelli avrebbe riavuto il suo zaino. Poi però sono intervenuti anche i due carabinieri, Cerciello ed un suo collega, che si sono identificati a voce alta. Hjort, particolarmente allarmato, temeva che i due tutori dell’ordine fossero dei malintenzionati e così li ha spintonati, come si legge nel verbale. Nel frattempo Elder Lee stava colpendo a morte il carabiniere ucciso. Natale avrebbe saputo solamente al mattino dopo dallo stesso Elder che questi aveva ucciso Cerciello con un coltello, ripulito e nascosto in una controsoffittatura della loro camera d’albergo. Anche Elder Lee, che è indagato per essere l’autore materiale dell’omicidio, ha confermato la ricostruzione per la quale sia lui che il suo connazionale temevano che i carabinieri in borghese fossero degli amici di Brugianelli arrivati lì per fargliela pagare.