Carabiniere ucciso, ancora gravi insulti sul web da un’altra professoressa

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Il carabiniere ucciso, il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega (foto dal web)

Si registra un nuovo episodio di insulti rilasciati sul web da un’altra docente, relativamente al caso del carabiniere ucciso a Roma.

Aveva fatto molto discutere il caso relativo agli insulti rivolti a Mario Cerciello Rega da parte di una insegnante di Novara. Quest’ultima, attraverso il proprio profilo personale Twitter, aveva offeso il carabiniere ucciso infangandone la memoria e parlando di un uomo “dallo sguardo non intelligente che non mancherà a nessuno”. La donna si chiama Elena Frontin e già l’anno scorso avrebbe avuto un precedente simile con un altro esponente delle forze dell’ordine. A parlare di un incontro poco piacevole con lei è stato nelle scorse ore un agente della polizia penitenziaria di Novara, il quale riferisce che, dopo che la Fronti lo aveva visto in divisa d’ordinanza alla fine del suo turno mentre faceva la spesa al supermercato, la stessa aveva dato in escandescenze. E purtroppo l’assurdità relativa agli insulti al carabiniere ucciso non rappresenta un assurdo caso isolato.

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Carabiniere ucciso, parole durissime di una docente contro Natale Hjorth

Emerge un’altra situazione altrettanto controversa, nella quale sempre un’altra docente, e sempre piemontese – di Torino – si sarebbe espressa con termini immotivatamente negativi, anche se nei confronti di Natale Hjorth, uno dei due giovani statunitensi imputati per l’omicidio del carabiniere ucciso. Si tratterebbe di una 46enne insegnante di diritto del liceo ‘Blaise Pascal’ di Giaveno, che sotto alla foto che ritrae il giovane ammanettato e bendato all’interno della caserma dei carabinieri, con il tweet di Salvini che riporta “Cosa ne pensate?”, ha scritto lapidaria: “È scioccante il fatto che sia stata scattata, pubblicata e che qualcuno si indigni pure dopo l’efferato crimine perpetrato contro il nostro carabiniere. Cari agenti della forze dell’ordine quando è necessario e non vi è altra scelta un colpo in testa al reo, come fanno in ogni altro Paese”. Parole che hanno creato polemiche, ma anche tanti cori a favore.

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