Batterio in mare che uccide: ci sono già le prime vittime

Batterio in mare che uccide: ci sono già le prime vittime

Eddie Gray, 59 anni, era in vacanza con la sua famiglia nella Carolina del Nord a fare il bagno al Fantasy Lake Water Park. Si tratta di un lago trasformato in un parco acquatico, con scivoli alti metri e metri attorcigliati che finiscono in acqua. Nessuno si aspettava che in quell’acqua giallastra avrebbe perso la vita con un tuffo. Un’ameba mangia cervello, così viene chiamata volgarmente, gli è entrata nelle narici ed è arrivata all’encefalo in poco tempo. Provoca infezioni mortali molto rare e vive in acque calde con temperature prolifera. Un parassita che se entra dal naso può essere mortale, proprio come è successo ad Eddy.

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Così ci sono stati in un centinaio di casi e nessuno si è salvato. Lo scorso ottobre ci fu una vittima a Seattle, una donna lo aveva contratto attraverso dei lavaggi nasali con l’acqua del rubinetto. Un paio di settimane fa, in Florida, un padre di famiglia era in vacanza con i suoi figli e ha cominciato a stare male. Dopo 48 ore era morto. Anche Nina Moric, in vacanza a Zanzibar, è stata attaccata da un batterio ma per fortuna con una cura antibiotica si è ripresa. Bisogna dunque stare attenti e prendere le dovute precauzioni quando si va in spiaggia. In varie città d’Italia, per precauzione, è scattato il divieto di fare il bagno. Come ad esempio in provincia di Napoli dove il mare non era così pulito come la gente che che ci andava pensava. In questo modo le persone possono essere tutelate dall’attacco di batteri indesiderati.