8 Ore di Suzuka

8 Ore di Suzuka, doppio colpo di scena: trionfo Rea-Kawasaki

Jonathan Rea, mentre stava trascinando la Kawasaki al trionfo nella 42esima edizione della 8 Ore di Suzuka, gara finale del Mondiale Endurance, è scivolato sul’olio lasciato dalla Suzuki SERT, schiantandosi sull’asfalto. Dopo minuti interminabili la vittoria è stata assegnata alla Yamaha, che quindi ha festeggiato il quinto successo di fila.

Il quattro volte iridato Rea aveva svolto una prestazione impeccabile e stava regalando una storica vittoria alla Kawasaki, che ha vinto solo una volta questa gara. Nel concitato finale la Yamaha era  riuscita a strappare il secondo posto con Alex Lowes. E’ stato il sorpasso decisivo, perchè il colpo di scena finale ha fruttato al team #21 una vittoria ormai insperata, insieme al britannico Alex Lowes, l’olandese Michael van der Mark e il giapponese Katsuyuki Nakasuga.

Ma doppio colpo di scena a sorpresa: la race direction ha assegnato la vittoria alla Kawasaki, ritenendo ininfluente la caduta di Jonathan Rea a 30 secondi dalla fine. Quindi l’ordine d’arrivo è questo: prima Kawasaki (Rea-Haslam-Razgatlioglu), secondo Yamaha (Lowes-Van der Mark-Nakasuga), terza Honda Red Bull.

Dopo l’annunciata vittoria Yamaha, infatti, Kawasaki ha successivamente lanciato un appello, sostenendo che il risultato dovrebbe essere considerato dall’ultimo giro completato nel caso in cui venga mostrata una bandiera rossa per un’operazione di pulizia.

Inizialmente, la direzione della gara ha dichiarato il risultato in base a coloro che erano tornati in pitlane entro la finestra dei cinque minuti. Tuttavia, hanno presto stabilito che il risultato doveva considerarsi in base all’ordine di fine dell’ultimo giro completato e la regola dei cinque minuti non contava. Ciò significa che la squadra numero 10 di Rea, Leon Haslam e Toprak Razgatlioglu (che non ha completato un periodo durante la gara) è stata dichiarata vincitrice e Kawasaki ha ottenuto il suo secondo successo a Suzuka dopo quello del 1993. Anche per Jonathan Rea secondo successo personale alla 8 Ore di Suzuka, dopo il trionfo con Honda nel 2012.