Valentino Rossi con il team principal della Yamaha, Valentino Rossi (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Valentino Rossi con il team principal della Yamaha, Valentino Rossi (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

MotoGP | La Yamaha fa retromarcia: il boss cambia idea su Valentino Rossi

Lin Jarvis fa marcia indietro. Il team principal della Yamaha ritratta, o forse dovremmo dire si rimangia, le ultime controverse dichiarazioni sul suo pilota Valentino Rossi, che tante polemiche avevano sollevato nel paddock. “Credo che la MotoGP sia pronta a superare il ritiro di Rossi”, era stata la bomba sganciata dal boss sportivo della Casa dei Diapason, per giunta nel bel mezzo di un periodo di crisi di rendimento del Dottore, che dopo i due podi inanellati a inizio stagione ha raccolto solo otto punti negli ultimi quattro Gran Premi.

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Insomma, quando il numero uno del team ha dichiarato senza mezzi termini, ai microfoni del sito specializzato internazionale Motorsport, che “quando Vale smetterà ci mancherà, ma la vita e lo sport vanno avanti”, a tutti è sembrato che la Yamaha stesse cordialmente accompagnando alla porta il suo campione più titolato degli ultimi decenni. Una dichiarazione che ha fatto talmente rumore da provocare addirittura una forte reazione da parte dell’ex manager del fenomeno di Tavullia, Carlo Pernat, che l’ha definita un’“assurdità”: “Non ci credo assolutamente. Se Jarvis ha detto quella cosa è pazzesco, ma francamente non credo nemmeno l’abbia detto”.

Che Lin Jarvis abbia o meno pronunciato effettivamente quelle fatidiche parole, di certo ora pare aver cambiato idea. Tanto che, interrogato in merito dai colleghi austriaci della testata Speedweek, stavolta allontana senza mezzi termini l’ipotesi di un ritiro anticipato di Rossi. “Onestamente non credo che Valentino Rossi stia pensando di ritirarsi”, ribatte il team principal Yamaha. “Le voci sono esagerate: quando ha firmato il rinnovo del suo contratto ha preso la decisione giusta per se stesso, per la sua vita e la sua carriera. E anche per la Yamaha, perché nello scorso Mondiale è stato il migliore dei nostri piloti, e lo era anche quest’anno fino all’ultima gara quando è stato superato da Maverick. Possiamo dire che non dovrebbe essere qui? No, assolutamente no”.

La crisi di Valentino Rossi è anche colpa della Yamaha

Insomma, anche a quarant’anni suonati Valentino Rossi si è dimostrato capace di lottare per la vittoria in diverse occasioni, dunque si merita il suo posto nel team ufficiale Yamaha. Nonostante gli alti e bassi che ha vissuto in questa prima metà della stagione: “Certo, le sue tre cadute sono state fastidiose”, ammette Jarvis, “e sono nate da motivi completamente diverse. Il weekend del Mugello è stato un disastro totale: Valentino non è entrato nella Q2 per colpa di un piccolo errore, era diciottesimo, si è toccato con Joan Mir, è finito molto indietro e poi è caduto mentre tentava di rimontare e di portare a casa qualche punto. Ma nella gara successiva Valentino si è rialzato e in gara a Barcellona è andato piuttosto bene: teneva il passo del gruppo di testa e poteva lottare per il podio o perfino per la vittoria. Ma poi, per un colpo di sfortuna, entrambi i nostri piloti sono stati coinvolti nella caduta innescata da Jorge Lorenzo”. Poi è arrivata anche la terza scivolata ad Assen.

Ma Jarvis confida nelle capacità di Rossi di rialzarsi anche dall’ennesima situazione apparentemente senza speranza, come tante volte ha già fatto in passato. E, soprattutto, non esita ad assumersi le responsabilità del marchio di Iwata nel lungo digiuno di vittorie del nove volte iridato, che dura ormai da oltre due anni: “Onestamente, se le nostre moto fossero state più competitive, Valentino avrebbe potuto vincere diversi Gran Premi”, confessa il boss. “Certo, le tre gare prima del Sachsenring sono andate malissimo, per diversi motivi. Ma bisogna sempre guardare il quadro generale, non solo agli ultimi tre o quattro appuntamenti”.

Fabrizio Corgnati