Carabiniere ucciso, le agghiaccianti parole del killer durante la confessione

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I due ragazzini fermati per il decesso del vice brigadiere Mario Cerciello Rega hanno confessato ai carabinieri che li hanno interrogai nella serata di ieri.

I due cittadini statunitensi,  avevano nascosto una lama di grandi dimensioni sporca di sangue dietro a un pannello del soffitto nella stanza di albergo dove erano alloggiati.

Oltre alla lama assassina c’erano  abiti sporchi di sangue trovati nella stanza.  Lee Elder Finnegan e Christian Gabriel Natale Hjorth, sono i nomi dei due americani fermati per la morte di Mario Cerciello Rega.

Il coltello dunque era nascosto dietro a un pannello del soffitto. I due, di 19 e 18 anni, sono stati fermati per tentata estorsione e omicidio aggravato in concorso. Hanno confessato: l’autore materiale dell’omicidio è Finnegan. “Non pensavo fosse un militare”, ha detto.

“Non pensavo fosse un carabiniere, avevo paura di essere nuovamente ingannato”. E’ quanto ha detto dunque  agli inquirenti da Lee Elder Finnegan, il 19enne che ha confessato di essere l’autore materiale dell’omicidio del vice brigadiere Rega, 35 militare di Somma Vesuviana, paese alle pendici del Vesuvio divenuto famoso per un altro fatto di cronaca, l’omicidio di Melania Rea.

Lee Elder avrebbe dunque negato che il militare si sia qualificato o comunque “si sarebbe nascosto dietro la propria difficoltà di comprendere la lingua italiana”. L’altro ragazzino, invece, ha ammesso che il militare si era qualificato. I due si accusano a vicenda riguardo l’occultamento dell’arma del delitto.

Lo zainetto della discordia, era nascosto in una fioriera all’esterno dell’albergo dove alloggiavano i due giovani . E’ quanto emerge dal decreto di fermo dei due americani. A riconoscerlo anche il proprietario.