idalio gavira
Idalio Gaviria, coach di Valentino Rossi (Getty Images)

Da quest’anno non c’è più Luca Cadalora a fare da coach a Valentino Rossi. Il tre volte campione del mondo ha deciso di lasciare l’incarico per concedere maggiore tempo alla propria vita privata, dunque è stato rimpiazzato.

A sostituirlo c’è Idalio Gaviria, figura che il Dottore conosceva già molto bene dato che seguiva i giovani piloti della VR46 Riders Academy. Anche il 48enne spagnolo ha un passato da pilota, nel 1997 ha anche corso nel Motomondiale nella classe 250 con Aprilia. Una cosa particolare è che nel 2013 ha lavorato con Maverick Vinales, che proprio in quell’anno conquistò il titolo Moto3.

MotoGP, Gavira spiega il suo ruolo di coach di Valentino Rossi

Gavira in un’intervista rilasciata al settimanale Motosprint ha spiegato in cosa consista il suo ruolo: «Sono riders performance analyst, colui che osserva il pilota e cerca di ricavare il massimo rendimento dalla sua guida. Vado in pista, cerco le aree nelle quali è possibile migliorare. Guardo il mio pilota e quei rivali che in un determinato momento stanno facendo meglio, cerco di capire il motivo per cui vanno forte».

Ovviamente va sempre considerato che i piloti hanno stili di guida e moto differenti, a volte corrono anche con gomme diverse e ogni fattore va considerato. Tutte le diverse informazioni utili vengono raccolte da Gavira per poi fare le valutazioni. Alla fine dei turni avviene il confronto tra lui e Rossi, con annessi consigli che dà a Valentino per migliorare.

Lo spagnolo ha spiegato com’è il rapporto con il pilota Yamaha MotoGP: «La sua chiamata mi ha inorgoglito. Ho osservato il suo metodo e mi sono adattato. E’ capace di metterti a tuo agio quando si lavora. Con lui devi fare attenzione perché è persino troppo ricettivo. Lui prova tutto ciò che gli chiedi, perché è curioso e cerca sempre il miglioramento».

Il Dottore ha lavorato per alcuni anni con Cadalora e si è trovato bene. Adesso alcune cose sono cambiate nella collaborazione e Gavira spiega le differenze: «Luca è un appassionato del lavoro di messa a punto. Lui notava molto il movimento della moto, io invece osservo maggiormente ciò che fa il pilota. Come si muove sulla moto, come entra in curva, se guadagna o perde in un determinato punto».

Ci sono numerosi aspetti che osserva, analizza e poi espone durante il confronto. Si tratta di un lavoro molto importante e che può fare la differenza. Ovviamente è necessario anche disporre di una moto che permetta al pilota di compiere specifici progressi. Quest’anno abbiamo visto che Rossi ha avuto più volte problemi con la Yamaha M1 e, nonostante la buona volontà, non sempre si riesce a fare il salto di qualità.