Omicidio Desirée Piovanelli: aperta una nuova indagine

Desirée Piovanelli
Desirée Piovanelli (foto dal web)

Uno dei tre minorenni condannati per il delitto di Desirée Piovanelli, consumatosi nel settembre del 2002, è stato interrogato in Procura nell’ambito di una nuova inchiesta sul caso aperta circa un anno fa dopo un esposto del padre della vittima.

Uno dei tre ragazzi, condannati per il brutale omicidio di Desirée Piovanelli, la 14enne uccisa nel settembre del 2002 in una cascina di Leno, comune in provincia di Brescia, è stato ascoltato in Procura a Brescia. L’interrogatorio al ragazzo, all’epoca minorenne, è stato svolto nell’ambito del nuovo filone d’indagine sulla morte della ragazza. La nuova inchiesta è stata aperta circa un anno fa dopo l’esposto del padre di Desirée, il quale sarebbe convito che dietro l’assassinio della figlia ci sarebbe stato un giro di pedofilia e prostituzione minorile a Leno.

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Omicidio Desirée Piovanelli, interrogato in Procura uno dei tre minorenni condannati per il delitto

Nella giornata di ieri, mercoledì 24 luglio, è stato sentito in procura Nico V., uno dei quattro ragazzi condannati per l’omicidio della 14enne Desirée Piovanelli, uccisa il 28 settembre del 2002 in una cascina di Leno (Brescia). La ragazza, secondo la ricostruzione dell’accusa, venne attirata con l’inganno in un casolare dove fu aggredita ed uccisa con diverse coltellate da tre minorenni ed un adulto Giovanni Erra, operaio 35enne. Per il brutale omicidio vennero condannati i tre minorenni a 18, 15 e 10 anni di reclusione, pena già scontata, mentre Giovanni Erra, adulto del branco proclamatosi sempre innocente, prima all’ergastolo e poi a 30 anni, di cui 16 già scontati. Il padre della vittima, circa un anno fa, aveva presentato un esposto denunciando che dietro la morte della figlia potesse esserci stato un giro di pedofilia e prostituzione minorile a Leno, esposto che ha fatto aprire una nuova inchiesta in merito. Dopo aver ascoltato in Procura a Brescia, Erra, l’unico condannato ancora detenuto in carcere, ieri è toccato ad uno dei tre minorenni all’epoca, Nico V., interrogato, come riporta la redazione di Brescia Oggi, per circa un’ora come persona informata sui fatti. Non si conoscono i contenuti dell’interrogatorio in merito alla nuova indagine condotta dagli agenti della Squadra Mobile della polizia e coordinata dal pubblico ministero Barbara Benzi.

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