Folger avvisa Yamaha: “Vorrei correre in Moto2 o Superbike”

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Jonas Folger
Jonas Folger (©Getty Images)

Jonas Folger nelle prossime settimane sarà chiamato a prendere una decisione importante per il proprio futuro. Dovrà scegliere se continuare ad essere tester Yamaha MotoGP oppure tornare a correre tempo pieno.

Lin Jarvis è stato chiaro: potrà fare solamente una cosa. Il managing director della casa di Iwata vorrebbe che il pilota tedesco continuasse ad essere impegnato nello sviluppo della M1 anche nel 2020. Il 2019 è stato il primo anno nel quale è stato impiegato in tale lavoro, una novità, e per produrre risultati serve una certa continuità. Tuttavia, è normale il rider classe 1993 ambisca a trovare una buona sella per gareggiare costantemente.

Jonas Folger dovrà scegliere: tester Yamaha o pilota in Moto2/Superbike

Folger, intervistato da Speedweek, non ha nascosto il desiderio di tornare ad essere un pilota titolare magari già dal 2020: «Sono abbastanza sicuro di voler correre di nuovo in futuro. Che si tratti della Moto2 o della Superbike, è tutto aperto. Ho pensato al Campionato Mondiale Superbike per molto tempo. Al momento sto ricevendo delle richieste di informazioni. Penso che riceverò delle offerte tra non molto».

Assolutamente comprensibile il desiderio di gareggiare a tempo pieno da parte di Jonas, che sembra aver messo alle spalle la sindrome di Gilbert che nel 2018 lo ha costretto a rinunciare a disputare la stagione col team Tech3 Yamaha col quale era sotto contratto. Ora le sue condizioni di salute sono migliori e lo abbiamo rivisto in azione in Catalogna, Paesi Bassi e Germania nella classe Moto2 come sostituto nel team Petronas SIC.

Folger valuterà le proposte che gli arriveranno e poi prenderà una decisione. Sicuramente non dimentica ciò che ha fatto Yamaha per lui in ottica 2019, dandogli un ruolo di responsabilità come quello di tester ufficiale: «Sono estremamente grato a Yamaha per l’opportunità che mi ha concesso di guidare la moto ufficiale. I test invernali a Sepang sono stati un po’ difficili, non ho ottenuto alcune che avevo richiesto ed è servito del tempo per accordarci sul lavoro che dovevo svolgere. Yamaha ha fatto per la prima volta un test team in Europa e dunque era tutto nuovo. Non si tratta di un lavoro a tempo pieno, rispetto a quello che invece fanno altre squadre. Lo sforzo è gestibile, comunque l’anno prossimo ci saranno più giorni di test».

Il rider originario di Mühldorf a.Inn è stato coinvolto in un progetto nuovo che ovviamente necessitava di un periodo di rodaggio. In ottica 2020 la Yamaha dovrebbe essere maggiormente organizzata e pronta per gestire tutto. Vedremo se ci sarà ancora Folger come tester o oppure se dovrà essere ingaggiato un altro collaudatore per sviluppare la prossima M1.

 

Matteo Bellan