MotoGP, Fabio Quartararo: “Che spettacolo il Mugello!”

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Fabio Quartararo (Getty Images)

MotoGP, Fabio Quartararo: “Che spettacolo il Mugello!”

Tre pole position e due podi in nove GP sono un ottimo biglietto da visita per Fabio Quartararo, in vista della seconda parte di stagione e del futuro. Merito del suo stile di guida, ma anche del team che si è creato intorno, primo fra tutti l’esperto Wilco Zeelenberg, eredita dal team factory Yamaha. “Per essere veloce in questa categoria, non hai solo bisogno di una buona moto. Hai bisogno di una buona moto e di brave persone intorno a te: buoni meccanici, un buon capo equipaggio, tutti insieme devono essere come una famiglia”.

Il suo stile di guida fluido si addice perfettamente alla M1, tanto da instaurare un magico feeling con la moto. Nel 2015, quando è arrivato in Moto3, veniva già paragonato a Marc Marquez. Poi la pressione e un infortunio alla caviglia hanno aperto un momento difficile. “L’anno seguente ero a Leopard e ho avuto una stagione molto dura – ha raccontato Fabio Quartararo a Speedweek.com -. In questi anni difficili ho acquisito molta esperienza, sono stati pessimi in termini di risultati ma così buoni per la mia esperienza. Questo mi ha insegnato che puoi imparare da momenti negativi e prendere qualcosa di positivo”.

Quartararo, la frenata e il Mugello

Il team manager Zeelenberg non solo conosce molto bene la Yamaha, ma ha lavorato a stretto contatto con Jorge Lorenzo. Ma finora Fabio Quartararo non ha pressioni e questa è probabilmente la chiave del successo. Ad inizio stagione, già nei test invernali, ha dovuto lavorare soprattutto sulla frenata: “A Sepang i punti di frenata sono stati davvero difficili per me. Nelle ultime ore del test di Sepang, stavo solo pensando alla frenata, ma non abbiamo apportato miglioramenti. E improvvisamente siamo migliorati in Qatar senza nemmeno pensarci. Per me, quello è stato il passo più grande che abbiamo fatto quest’anno”.

Finora il tracciato che lo ha entusiasmato di più è il Mugello, per via dei tratti ad alta velocità. “Non mi sono mai divertito più a guidare una moto, come nel Mugello sulla MotoGP. L’adrenalina è incredibile quando si guida sopra la cima nella prima curva o in salita nell’Arrabbiata 1 e 2, dove la moto spinge così forte. Davvero bello”.