C’è tensione in casa Honda: ride solo Marc Marquez, gli altri piloti invece…

0
352
Marc Marquez festeggia la vittoria nel Gran Premio di Germania di MotoGP 2019 al Sachsenring (Foto Gold & Goose/Red Bull)
Marc Marquez festeggia la vittoria nel Gran Premio di Germania di MotoGP 2019 al Sachsenring (Foto Gold & Goose/Red Bull)

MotoGP | C’è tensione in casa Honda: ride solo Marc Marquez, gli altri piloti invece…

Persino vincere sempre può trasformarsi in un problema? Sì, se per trionfare la tua squadra diventa completamente dipendente da un singolo campione. È il caso della Honda: una moto vincente, certo, ma solo nelle mani di Marc Marquez. Il sette volte campione del mondo ha finora portato a casa, in questo campionato, cinque successi, tre secondi posti e ha 58 punti di vantaggio in classifica generale: un ruolino di marcia che non solo lo lancia verso il suo ottavo titolo mondiale, ma anche verso un’ennesima stagione completamente monopolizzata.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Dall’altro lato, però, i suoi compagni di marca sono tutti in grossa crisi. Ne sa qualcosa perfino un fuoriclasse come Jorge Lorenzo, che sta trovando più difficoltà ad adattarsi alla Honda di quante non ne abbia avute in precedenza alla Ducati. Ma perfino Cal Crutchlow, che pure è stato l’unico altro pilota della Casa alata a salire sul podio finora (in due occasioni), non si è detto contento di questa moto che Marquez si è cucito addosso come un vestito su misura: difficile da far girare, tanto da costringere perfino il Cabroncito ad un angolo di piega record da 66°, e poco stabile all’anteriore.

“Purtroppo dobbiamo piegarla di più per poter girare”, ammette Crutchlow. “Ma, quando ci provo, scivolo e cado. Non è in linea con il mio stile di guida, e Marc usa tutto ciò a suo vantaggio. Alla fine sa che nessun altro riesce a guidare questa Honda, a parte lui. Non vuole minacce né concorrenza interna. Ovviamente cerca sempre di migliorare questa moto, ma è contento del pacchetto attuale, perché lui è il più veloce e il più competitivo. Marc è un ragazzo speciale, un talento unico e il miglior pilota del mondo: lo sappiamo tutti. Ma solo perché lui riesce a guidare la Honda non significa che gli altri ce la facciano”.

Diverse direzioni tecniche in casa Honda

Insomma, anche dall’interno della Casa di Tokyo si sa bene che la moto nipponica è capace di vincere solo con un pilota: ovvero, proprio il limite di cui i vertici della Ducati l’hanno accusata in più occasioni nelle scorse settimane. Lorenzo e lo stesso Crutchlow hanno proposto ai piani alti delle modifiche per migliorare la manovrabilità, a partire da un nuovo telaio rinforzato in fibra di carbonio, ma finché comanda Marquez è difficile per i suoi compagni di marca imporre i propri punti di vista.

“Non ho ancora provato il nuovo telaio”, prosegue Crutchlow, “perché Lorenzo li ha rotti tutti. Il mio piano era di usarlo in Germania, ma non ne è rimasto nessuno. Marc l’ha provato sul muletto e va bene così, e ne ha tratto dei dati positivi. Ma voglio provarlo anche io, perché il fatto che lui ritenga una soluzione tecnica migliore non significa che anche gli altri piloti della Honda siano d’accordo”.

Insomma, in casa Honda, per quanto sotto traccia e a bassa intensità, si respira comunque un certo malumore. Finché si vince, poi, tutti i problemi si risolvono. Ma se un giorno Marc Marquez dovesse effettivamente accettare il corteggiamento della Ducati e passare a Borgo Panigale, allora cosa farebbero i giapponesi?

Fabrizio Corgnati