Charles Leclerc (©Getty Images)

F1 | Leclerc rivela: “E’ stato uno shock, ma non ho pensato di smettere”

Alla vigilia del GP della Germania Charles Leclerc è tornato a parlare di un momento molto duro della sua vita personale e in un certo senso della sua carriera, ovvero quel 5 ottobre 2014, in cui il suo amico e scopritore Jules Bianchi, fu protagonista di un terribile schianto nel corso del GP del Giappone. Un incidente che come noto non produrrà altro che la scomparsa ad appena 25 anni del pilota di Nizza dopo 9 mesi di coma.

Ebbene, seppur sconvolto dalla morte prematura di colui che lo aveva indicato al manager Nicolas Todt quale talento in erba da prendere sotto l’ala e di fatto gli aveva aperto le porte del karting e dell’automobilismo professionale, il 21enne driver della Ferrari  ha ammesso di non aver mai pensato di lasciar stare come le auto per dedicarsi ad altro.

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Quanto successo non ha in nessun momento rappresentato per me un incentivo a mollare. Sin da quando si muovo i primi passi in questo sport, si diventa consapevoli della sua pericolosità. Sarà sempre impossibile avere una sicurezza al 100%“, ha affermato in un’intervista esclusiva alla BBC. “Ovviamente oggi le macchine sono più resistenti, ma quando si va a 340 km/h non si può essere completamente sicuri”.

Insomma, ne ero consapevole da subito, e ciò che volevo era soltanto diventare bravo per lui, per ripagarlo di quanto mi aveva insegnato“, ha proseguito nel suo ricordo- riflessione sull’indimenticato pilota Marussia. “Jules mi spingeva e mi aiutava a migliorare, di conseguenza quando avvenne il fatto il mio unico pensiero è stato di continuare a crescere per renderlo orgoglioso di me“.

La scomparsa di Bianchi non è stato l’unico evento tragico che ha colpito Leclerc in tempi recenti, avendo perso il padre nel 2017 quando correva in F2.

Chiara Rainis