Candida auris, la sua diffusione legata al riscaldamento globale

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Candida auris
Candida auris (foto dal web)

Uno studio di alcuni ricercatori ha analizzato la diffusione del fungo Candida auris, riscontrando che questa potrebbe essere legata al riscaldamento globale.

Uno studio condotto dai ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health ha dimostrato un collegamento tra il riscaldamento globale e la diffusione della Candida auris, un particolare fungo che può provocare nell’uomo infezioni e addirittura la morte in 90 giorni. A sostegno dello studio, vi è la diffusione del patogeno in tre diversi continenti contemporaneamente e se inizialmente si pensasse fosse dovuto l’uso di fungicidi in agricoltura, il lavoro degli esperti ha dimostrato che tale sviluppo sia riconducibile al riscaldamento globale. Questa circostanza, secondo i ricercatori, ha fatto sì che la Candida auris si adattasse ad alte temperature e dunque ad attaccare l’uomo.

Candida auris: uno studio rivela che la sua diffusione è legata al riscaldamento globale

Una delle tante conseguenze del surriscaldamento globale potrebbe essere lo sviluppo di un fungo killer, la Candida auris, un particolare fungo, sconosciuto sino al 2009, che può causare pericolose infezioni e addirittura provocare la morte nel giro di tre mesi. Secondo uno studio condotto dai ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e pubblicato sulla rivista mBio, il patogeno con l’aumento delle temperature si è adatto a resistere a quest’ultime potendo infettare l’uomo, bersaglio che prima non attaccava viste le calde temperature del nostro corpo. A sostegno della tesi rappresentata nello studio, secondo quanto riportato da Il Messaggero, è la circostanza che il fungo si sia diffuso in tre continenti diversi contemporaneamente, facendo addirittura registrare centinaia di casi negli Stati Uniti. I ricercatori che hanno condotto lo studio, nello specifico, hanno confrontato la suscettibilità termica, cioè la capacità di sopravvivenza ad elevate temperature, del fungo killer con quella di alcuni patogeni geneticamente simili. Da questo test, come spiegato da Il Messaggero, è emerso che la Candida auris è capace di crescere a temperature più alte rispetto alle altre specie confrontate, le quali non sopravvivono alle temperature corporee dei mammiferi. Il coordinatore della ricerca, Arturo Casadevall in merito ha spiegato: “I dati suggeriscono – riporta Il Messaggeroche questo è l’inizio di una fase in cui i funghi si stanno adattando alle alte temperature e stiamo per avere sempre più problemi di questo tipo. Il riscaldamento globale porterà alla selezione di ceppi più tolleranti dal punto di vista termico. Qualcosa ha permesso – ha concluso Casadevall- a questi organismi di crescere e causare malattie. Questo è inusuale, e ci fa pensare a un ruolo del riscaldamento globale“.

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