Nigel Mansell (©Getty Images)

F1 | Mansell attacca: “I piloti di oggi non sanno cosa sia la F1”

Non è è il primo a sostenerlo e neppure sarà l’ultimo. Sta di certo che Nigel Mansell ci è andato giù piatto criticando l’ultima generazione di piloti di F1, o meglio ciò che oggi sono le monoposto che guidano.

Certamente i puristi del motore a scoppio, dell’odore di benzina e delle macchine portate al limite dai progettisti, come dai conduttori, non potranno mai apprezzare uno sport diventato una sorta di videogame, dove i sorpassi sono effettuati schiacciando un bottone che apre un’ala, e ogni dettaglio della vettura è monitorato da computer che spengono di fatto la sensibilità di chi è al volante impartendo ordini sul da farsi. Senza dimenticare che oggi il 95% dello schieramento è composto da ragazzi robot che ripetono meccanicamente quanto gli viene suggerito dalla squadra, senza avere un’opinione personale su nulla o un briciolo di personalità per distinguersi.

I piloti di oggi non sapranno mai cosa significa correre con una vera auto di F1“, ha affermato il Leone britannico parlando al magazine Auto. “I tempi non torneranno più indietro”, ha proseguito con una certa nostalgia verso gli anni ’80, quelli dei propulsori turbo super potenti.

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“Guidare quelle monoposto era davvero esilarante e ugualmente spaventoso per il rischio di perdere la vita. La Williams FW11B del 1987 è qualcosa di senza pari. Adesso non hanno la benché minima idea di quelle sensazioni”, ha proseguito il 65enne. “In qualifica si arrivava addirittura ad avere 1500 cv e a quanto pare il BMW ne possedeva ancora di più. Allora avere un pattinamento in sesta marcia in rettilineo a 280 o 290 km/h era qualcosa che ti lasciava senza parole. Ad ogni curva che affrontare l’auto ti poteva ammazzare“, ha chiosato con un tocco cruento.

Chiara Rainis