Amy Winehouse
Amy Winehouse (Getty Images)

Nella giornata di ieri si è celebrato l’ottavo anniversario della morte della celebre cantante Amy Winehouse, deceduta il 23 luglio 2011 nella sua casa a Londra per un’intossicazione da alcool.

Ieri è ricorso l’ottavo anniversario della morte della celebre cantante Amy Winehouse, deceduta il 23 luglio 2011 nella sua casa al numero 30 di Camden Square, noto borgo di Londra. Dall’autopsia e dagli esami svolti nelle successive settimane sulla salma emerse che la cantautrice era deceduta per via di un’intossicazione da alcool, ritrovato in quantità elevate nel suo sangue. Tale versione sarebbe stata confermata anche dal suo bodyguard, Andrew Morris che con la cantante aveva un rapporto molto stretto e che durante una deposizione in Tribunale ha raccontato le ultime ore della sua vita.

Morte Amy Winehouse, il bodyguard racconta le ultime ore della cantante

Sembrava la stessa di sempre, non si comportava in modo diverso dal solito. Un solo particolare era allarmante: guardava se stessa. Passò la serata con gli occhi sulle immagini dei video delle sue canzoni su YouTube. Non glielo avevo mai visto fare prima, non era una sua abitudine“. Queste le parole riportate dalla redazione di Fanpage di Andrew Morris, il bodyguard di Amy Winehouse che durante una deposizione in Tribunale nel 2013 ha parlato delle ultime ore della cantante deceduta il 23 luglio 2011 nella sua casa di Londra. Secondo quanto affermato da Morris, che con la cantautrice inglese aveva un rapporto molto stretto tale da definirsi “come un fratello”, Amy la sera del 22 luglio 2011 aveva ordinato la cena da asporto in un ristorante indiano, poi decise di mangiarla nella sua camera guardando i suoi video su Youtube e consumando vodka. Il giorno seguente, il Andrew andò a controllare nel letto della cantante 27enne una prima volta e credendo che dormisse andò via, ma successivamente vedendola nella stessa posizione, preoccupato provò a svegliarla ma si accorse che Amy era deceduta. Gli esami sul corpo della cantante e le indagini successive al decesso fecero emergere che la morte venne provocata da un’intossicazione da alcool verificatasi per le quantità massicce di alcoolici ingerite che avrebbero provocato quello che in gergo si definisce come uno shock “stop and go”, ovvero provocato dal consumo di molto alcool dopo un lungo periodo di astinenza. Il medico legale che ha svolto le perizie ed indagato sul caso ha inoltre chiarito che la morte è stata accidentale e non per una volontà di suicidio da parte della cantante inglese.

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