Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo (Getty Images)

La Ekroth, ex calciatrice della Juventus femminile, racconta il divieto da parte della società bianconera di parlare dello stupro di Cristiano Ronaldo

Fino allo scorso anno, Petronella Ekroth giocava nella Juventus Women. Svincolata, è tornata a giocare in patria, in Svezia, nel Djurgarden. In un’intervista all’Expressen, la calciatrice racconta alcuni retroscena sulle scelte comunicative della società bianconera, a suo dire molto restrittive. Specialmente in merito a un caso spinoso, quello del presunto stupro di Cristiano Ronaldo.

“Alla Juve sono migliorata come calciatore e come essere umano, anche se c’erano diverse cose strane – racconta – Le calciatrici straniere non erano trattate come le italiane. Ci sono state situazioni in cui a volte mi sono chiesta se fossi a Candid Camera, poi mi sono abituata. Ci hanno vietato di parlare del caso di Cristiano Ronaldo. Abbiamo dovuto mantenere un basso profilo, mi sono chiusa molto in me stessa perché ho sentito che le mie opinioni non contavano. Mi sentivo come fossi in prigione, è stato difficile. Non potevo fare quello che volevo, ero limitata in tante cose. Ho sentito come se potessi perdere un po’ di me stessa”.