Valentino Rossi (Foto Filippo Monteforte/Afp/Getty Images)
Valentino Rossi (Foto Filippo Monteforte/Afp/Getty Images)

MotoGP | È dibattito su Valentino Rossi: andare avanti o ritirarsi? Il parere di Agostini

È un’estate di relax, al fianco della sua inseparabile fidanzata Francesca Sofia Novello, ma non certo di serenità quella che sta vivendo Valentino Rossi. Le scorie dei deludenti risultati ottenuti nel recente passato non si sono ancora smaltite, anzi, continuano a farsi sentire: a maggior ragione dal momento che tra gli addetti ai lavori della MotoGP si è scatenato un vero e proprio dibattito sul futuro del Dottore.

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Gli osservatori del paddock, insomma, si dividono sul fatto che il nove volte iridato, a quarant’anni ormai suonati, sia ancora effettivamente in grado di competere ad alto livello nel Motomondiale, ritrovandosi contro colleghi che hanno la metà della sua età. C’è chi lo difende e lo vede ancora potenzialmente vincente, come suo papà Graziano Rossi: “Vale è in gran forma fisica e questo non lo dico solo io. Non è giù di morale o demotivato, magari solo preoccupato”, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport. E poi c’è chi, anche all’interno della stessa Yamaha, sembra spingere verso il ritiro e sta già preparandosi a sostituirlo, come il team principal Lin Jarvis: “Con tutto il rispetto per lui, il futuro della Yamaha non passa più attraverso Rossi, continueremo anche senza di lui”, ha ammesso al sito specializzato internazionale Motorsport.

Giacomo Agostini su Valentino Rossi

Che fare, dunque: andare avanti almeno fino alla scadenza del suo attuale contratto, a fine 2020, oppure dire basta finché è in tempo? Un interrogativo che è stato posto anche da Giacomo Agostini, il pilota più titolato di sempre del Motomondiale, che però dal canto suo ha sospeso il giudizio, rimbalzando la palla sul campo del suo successore: “Valentino è ancora capace di ottime prestazioni”, sostiene Ago ai microfoni del Corriere della Sera. “Nessuno ha il diritto di dirgli cosa deve fare. Ma nessuno meglio di lui può analizzare la situazione che sta vivendo. Quando lottavo per il secondo o terzo posto e la vittoria sfuggiva, ho capito da solo che stava arrivando il giorno della resa”.

Il quindici volte iridato si mette nei panni del suo collega, ricordando il momento in cui fu lui a prendere la difficile decisione di appendere il casco al chiodo: “Io ho pianto per due giorni, mi svegliavo di notte, sudato. Mi sognavo di correre ancora, ma dentro di me sapevo di aver compiuto il passo giusto. Come l’ho capito? Quando certi risultati non erano più raggiungibili. Potevo vincere ancora, ma sapevo che qualcosa ormai era cambiato”. Forse, la stessa situazione in cui si trova oggi Valentino Rossi.

Quel che è certo è che oggi la MotoGP ha ormai vissuto il ricambio generazionale, e il campione che attira maggiormente l’attenzione del pubblico globale non è più il fenomeno di Tavullia: “Rossi ha vinto per oltre vent’anni, ma all’estero si parla sempre più di Marquez”, conclude Agostini. “Quando si ritirerà all’inizio ne risentiremo. È stato così anche per Muhammad Ali, per Maradona, per Eddy Merckx. Tutti loro hanno lasciato un vuoto perché il grande pubblico ama chi dura nel tempo e ogni volta accetta il confronto, sapendo di poterlo vincere ancora. Ma il destino dei grandi è di essere battuti. Prima o poi arriva qualcuno più bravo di te”.

Fabrizio Corgnati