Tutti gli uomini del Cavallino: così la Ferrari si è riorganizzata per il rilancio

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Il box della Ferrari (Foto Ferrari)
Il box della Ferrari (Foto Ferrari)

F1 | Tutti gli uomini del Cavallino: così la Ferrari si è riorganizzata per il rilancio

Squadra che vince non si cambia, squadra che perde invece sì. Il deludente inizio di stagione ha dato un’indicazione chiara alla Ferrari: per produrre una scossa interna al team, bisogna cambiare qualcosa. A partire dai vertici tecnici di Maranello, che hanno dato l’impressione di vivere una sorta di vuoto di potere da quando l’ex direttore tecnico Mattia Binotto è stato promosso al ruolo di team principal.

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Ricoprire due posizioni così delicate contemporaneamente è troppo, perfino per un gran lavoratore come l’ingegnere italo-svizzero: dunque è stata inevitabile la sua decisione di abbandonare la direzione tecnica del Cavallino. La sorpresa, però, viene dalla modalità di riorganizzazione che è stata scelta dopo la scelta di Binotto: al suo posto, infatti, non è stato nominato (e non sarà nominato neanche nel prossimo futuro) alcun nuovo dt.

La nuova struttura tecnica della Ferrari

Quel ruolo che in precedenza era ricoperto da lui è stato infatti suddiviso in tre. Invece di un solo direttore, ora alla Ferrari vige un triumvirato tecnico, formato da Enrico Cardile, responsabile delle sospensioni, David Sanchez, responsabile dell’aerodinamica, e Corrado Iotti, responsabile del motore. Tutti e tre dipendono direttamente dal team principal Binotto. La Rossa non ha mai comunicato questa nuova gerarchia, non ha mai diramato una nota stampa ufficiale per chiarire l’attuale organizzazione della Scuderia, ma a fare chiarezza ci hanno pensato le ricostruzioni pubblicate recentemente dalla stampa specializzata internazionale.

A confermarla, indirettamente, è stato lo stesso Binotto in una recente conferenza stampa: “Da quando sono stato nominato team principal, abbiamo effettuato una riorganizzazione interna”, ha spiegato il boss ferrarista, “perché mi serviva un sostegno soprattutto a livello tecnico. La squadra non è più la stessa e quindi non è esattamente vero che io stia ricoprendo un doppio ruolo”. Dalla fine dell’estate tornerà poi in Ferrari anche Simone Resta, ex capo progettista poi prestato alla direzione tecnica dell’Alfa Romeo. Anche il suo vecchio ruolo è rimasto finora vacante, ma dal suo rientro a Maranello il suo nuovo incarico sarà quello di occuparsi del progetto per il 2021, anno in cui il cambiamento complessivo del regolamento tecnico costringerà le squadre a rivoluzionare le proprie monoposto.

La filosofia di Mattia Binotto

Ora, dunque, la Ferrari ha una nuova struttura, e da questo punto di partenza può iniziare l’auspicata rinascita. “In molti hanno cambiato ruolo, per cui siamo una squadra relativamente giovane”, ha ribadito Binotto a fine maggio. “Questo ha indubbiamente dei vantaggi, perché dà nuove idee, aumenta la creatività e il dinamismo nello sviluppo. Ma, dall’altro canto, questa organizzazione va ancora messa alla prova, deve acquisire esperienza e crescere insieme come squadra. Per fortuna, ho degli uomini favolosi che lavorano con me e che mi rendono il lavoro molto più facile. Tutti i dipendenti devono essere in grado di crescere così tanto che il loro lavoro collettivo ci porti a vincere il titolo mondiale, e i loro ruoli vanno chiaramente divisi all’interno del team, a partire dai piloti. Io mi paragono spesso ad un direttore d’orchestra, perché in un certo senso a me spetta ottenere il meglio dai musicisti della Ferrari. I solisti sono sempre gli stessi, perché a me piace la continuità, quindi i nomi più importanti sono rimasti invariati”.

Fabrizio Corgnati