bautista alvaro superbike
Alvaro Bautista (Getty Images)

L’impatto di Alvaro Bautista sul campionato mondiale Superbike è stato scioccante. Undici vittorie nelle prime undici manche della stagione per il pilota spagnolo, sempre dominante nonostante fosse all’esordio nella categoria e con una moto completamente nuova.

Era difficile immaginare, visto il suo strapotere, che potesse perdere il titolo. Si sa che i conti vanno fatti alla fine e che gli avversari non vanno mai sottovalutati, però ritrovare Jonathan Rea leader della classifica con 81 punti di vantaggio dopo Laguna Seca era impensabile. Parliamo pur sempre di un quattro volte campione del mondo SBK, ma nessuno ipotizzava un simile ribaltamento della situazione.

Superbike 2019, Bautista non molla: ma Rea è favorito al titolo

Ad un certo punto è successo qualcosa, perché Bautista da Jerez ha iniziato a cadere e a perdere tantissimi punti. Dopo la scivolata di Gara 2 in Spagna, c’è stata quella della seconda manche a Misano. Caduto pure in Gara 1 a Donington (sul bagnato) e a Laguna Seca. Negli USA uno tris di zeri, anche se va detto che in Superpole Race il capitombolo è stato generato da un contatto con Toprak Razgatlioglu (non incolpevole) e che in Gara 2 è stato messo k.o. dal dolore alla spalla sinistra.

Il pilota del team Aruba Racing Ducati poteva lasciare gli Stati Uniti con una situazione di classifica un po’ migliore. Recuperare 81 punti nei quattro round che mancano al termine del campionato mondiale Superbike sarà complicato. Ovviamente deve crederci e dare il massimo, evitando errori. Visto il vantaggio accumulato, Rea può anche pensare di gestire un po’ senza prendere eccessivi rischi.

Bautista ha una ottima considerazione di Johnny e ritiene che il rivale della Kawasaki sia favorito d’obbligo per il titolo WorldSBK 2019: «Mi è piaciuto come ha gestito l’inizio della stagione – riporta As -. Penso che abbia la mentalità da campione, è molto esperto in questa categoria con queste moto. Ha una mentalità molto forte. Lui non molla mai. Ha vinto in passato, lui sa come vincere e vuole continuare a farlo. Io ora continuerò a lavorare come al solito, con la stessa mentalità, dando il massimo e senza pensare alla classifica. Lui è il campione in carica e sta guidando il campionato, quindi per me è il favorito. Vincere o meno il titolo non cambierà il mio pensiero».

Tra le possibili cause del “crollo” di Alvaro c’è anche la nota vicenda del rinnovo di contratto in scadenza a fine 2019. Lui e Ducati non hanno ancora l’accordo. Alle parti non dispiacerebbe proseguire insieme, visto che il binomio si è rivelato vincente. Tuttavia, bisogna sempre fare i conti con l’aspetto economico. E sembra che la Honda abbia messo sul piatto una ricca offerta per convincere il pilota spagnolo a sposare il progetto HRC dal 2020, quando debutterà una nuova moto targata Tokio che dovrebbe consentire finalmente una svolta alla casa dell’Ala Dorata dopo anni deludenti.

 

Matteo Bellan