La Red Bull al Gran Premio di Gran Bretagna di F1 a Silverstone (Foto Dan Istitene/Getty Images)
La Red Bull al Gran Premio di Gran Bretagna di F1 a Silverstone (Foto Dan Istitene/Getty Images)

F1 | Scoppia la guerra legale in F1: Red Bull fa causa allo sponsor avversario

In queste ultime settimane, in casa Haas sembra regnare la confusione più totale. Per il team americano di Formula 1 non ne gira una giusta: la monoposto si è rivelata meno competitiva rispetto alle aspettative della vigilia; i piloti sbagliano troppo spesso, come ha dimostrato l’incidente fratricida tra i due portacolori avvenuto a Silverstone (tanto che Romain Grosjean è sempre più vicino al licenziamento); e per giunta, come se tutto questo non bastasse, c’è anche la situazione complessa e spinosa che si sta dipanando intorno allo sponsor principale.

Stiamo parlando della Rich Energy, la misteriosa e semisconosciuta azienda produttrice di bibite energetiche che ha fatto il suo inatteso ingresso sulla scena nell’inverno scorso, imponendo alla livrea della Haas i suoi colori nero-oro. I dubbi emersi fin da subito sul suo appariscente amministratore delegato William Storey, inconfondibile per i suoi capelli e la sua barba lunghissimi, si sono presto trasformati in una realtà da incubo, per via della complessa disputa legale che ha coinvolto la società.

Rich Energy, lo sponsor di Haas finisce in tribunale

Mercoledì scorso, la Rich Energy ha ricevuto una condanna dalla Business and Property Courts inglese per una presunta violazione della proprietà intellettuale del logo. Quell’immagine della testa di cervo stilizzata non apparterrebbe alla ditta di Storey, bensì alla Whyte Bikes, a cui la corte britannica ha dato ragione attribuendole anche circa 45 mila dollari di danni che le dovrebbero essere pagati dalla Rich Energy (e che, stando a quanto riporta il sito Jalopnik, non sarebbero ancora stati versati).

Lo sponsor della Haas ha pensato bene di reagire eliminando dal logo la testa di cervo e lasciando solo le due corna. Ma, non contenta, ha fatto un’ulteriore mossa che suona come la proverbiale toppa peggiore del buco: ha aggiunto uno slogan che suona come “Scordatevi le ali, Rich Energy vi mette le corna”. Un inequivocabile riferimento alla Red Bull, sua diretta concorrente, con cui Rich Energy ha avviato fin dal suo approdo in Formula 1 una guerra unilaterale, sia in pista che fuori.

Anche Red Bull chiede i danni

Ma stavolta la Red Bull ha deciso di risponderle, presentando una nuova citazione alla Business and Property Courts contro Rich Energy con l’accusa di violazione del copyright del suo slogan. Un altro guaio a cui l’azienda potrebbe sottrarsi solo adesso che ha finalmente abbandonato il suo ex ad William Storey (il quale ha venduto tutte le sue quote azionarie) e ha cambiato nome in Lightning Volt Energy. Tanto che, sul suo neonato profilo Twitter, è già comparso il nuovo presunto nome della scuderia di Formula 1: Lightning Volt Haas F1 Team, insieme alla data del 25 luglio quando dovrebbe essere presentato.

Chissà se quest’ultima svolta rappresenterà la conclusione definitiva per questo psicodramma. La Haas, dal canto suo, dopo essersi comprensibilmente ritenuta danneggiata nell’immagine da questa telenovela legale, ha accolto con sollievo la nuova proprietà: “Le persone intenzionate a subentrare vorrebbero continuare con noi”, ha spiegato il team manager Guenther Steiner. “Ne discuteremo con loro nelle prossime settimane e troveremo un accordo sui progetti per il futuro”. Quanto a Storey, da parte sua l’unico commento ufficiale è stato un breve tweet, in cui si legge: “Tornerò presto”. Una promessa o una minaccia?

Fabrizio Corgnati