Pecco Bagnaia
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MotoGP, Pecco Bagnaia: “Yamaha più facile per un rookie”

Francesco Bagnaia è arrivato nella classe regina da campione del mondo Moto2. Dopo nove gare si ritrova ultimo nella classifica dei rookies, 21° posto nella classifica generale.

Fabio Quartararo ha rubato la scena conquistando il record di poleman più giovane della storia della MotoGP e comanda la classifica dei rookie. “Pecco” nella sua prima metà di stagione in Top Class è al di sotto delle aspettative: “Quando pensavo alla classe MotoGP, l’ho sempre considerata la categoria più difficile. Non mi sono dato alcun riferimento”, ha detto il pilota Pramac che è caduto in gara quattro volte di fila a Jerez, Le Mans, Mugello e Barcellona. “Purtroppo abbiamo avuto sfortuna e siamo caduti troppo spesso, abbiamo avuto un sacco di problemi… Sappiamo che la Ducati è una moto difficile, ma la adattiamo al mio stile di guida e continuo ad andare sempre meglio ogni fine settimana”.

Francesco Bagnaia ha sottolineato più volte che ha dovuto adattare il suo stile di guida alla nuova classe. Quanto è lontano in questo processo? “Credo che non smetterò mai di cambiare, perché non smetti mai di imparare. Anche Vale [Rossi] ha cambiato più volte il suo stile di guida. È normale che le persone si evolvano. Rispetto all’inizio della stagione, il mio stile di guida è meno grezzo, penso di guidare maggiormente nello stile MotoGP”, ha dichiarato l’allievo della VR46. Minori problemi ha invece riscontrato Quartararo, merito anche di un prototipo meno difficile: “Sapevo che sarebbe stato veloce. Ha tutto per essere veloce. La Yamaha è anche molto più facile per un debuttante… La nostra moto è molto complicata e non è facile capirla all’inizio. Ma una volta capita, penso che la nostra moto possa darti qualcosa di più della Yamaha”.

Francesco Bagnaia con la Ducati ufficiale nel 2020

La Yamaha M1 è più facile da guidare per un debuttante grazie ad un telaio più agevole che consente una più facile percorrenza di curva. “Quando cambiano direzione, hanno un vantaggio. Al motore, sono un po’ svantaggiati, ma alla fine, questo svantaggio è inferiore al vantaggio che portano con il telaio. Ma ci stiamo lavorando, abbiamo già migliorato molto la svolta. A mio parere, funziona meglio con la mia GP18 che con i piloti ufficiali. Per il mio stile di guida, la velocità in curva è molto importante perché guido le curve un po’più arrotondate.

Dal prossimo anno avrà a disposizione una Desmosedici GP20 alla pari di Petrucci e Dovizioso, ma davanti a sè c’è una seconda parte di Mondiale in cui dover raccogliere ulteriore esperienza e risultati migliori: “Ad essere onesti, non ho fissato un grande obiettivo per me stesso, voglio solo continuare a svilupparmi e avvicinarmi un po’ in classifica ai rookie. In questo momento, io sono quello che è più arretrato. Certo, con quattro zeri, è difficile – ha concluso Pecco Bagnaia -. Dobbiamo diventare più coerenti e più vicini al più veloce”.