Gratta e Vinci (Getty Images)

Una donna nel 1998 dopo aver grattato un Gratta e Vinci si accorse di aver vinto un miliardo di lire, mezzo milione di euro, ma il suo biglietto era contraffatto. Dopo una battaglia legale durata 20 anni, la Corte d’Appello ha condannato la donna alle spese legali.

Credeva di aver cambiato la propria vita grazie ad una vincita milionaria, ma in realtà poco dopo si è accorta di essere stata raggirata. A raccontare questa storia è una donna di Messina che parlando alla redazione de La Gazzetta del Sud ha spiegato di aver acquistato un biglietto di un Gratta e Vinci nel 1998, il biglietto segnalava una vincita di un miliardo di lire, mezzo milione di euro, ma il Monopolio di Stato le disse che il biglietto era contraffatto.

Vince mezzo milione di euro al Gratta e Vinci, poi l’amara sorpresa: il biglietto era contraffatto

Una donna ha raccontato alla redazione de La Gazzetta del Sud la sua disavventura con un Gratta e Vinci. La 55enne di Messina ha spiegato di aver acquistato nel lontano dicembre del 1998 un Gratta e Vinci sul quale trovò quattro farfalle che corrispondevano ad una vincita di un miliardo di lire, mezzo milione di euro. La donna all’epoca incinta di 3 mesi pensava di aver cambiato la propria vita e di aver trovato la serenità economica che stava cercando, ma in realtà l’attendeva un’amara sorpresa. Quando avviò le pratiche per riscuotere la vincita, il Monopolio di Stato le comunicò che il suo biglietto era contraffatto. La malcapitata, su cui venne aperto un fascicolo d’inchiesta dalla Procura di Roma per truffa poi archiviato, avviò, assistita dall’avvocato Lettrio Catalfamo, una battaglia legale durata oltre 20 anni. A mettere fine a questa disputa legale, durante la quale la donna chiedeva un risarcimento per i danni subiti, è stata la Corte d’Appello che ha rigettato il ricorso della 55enne e, ironia della sorte, l’ha condannata a pagare le spese legali per oltre 32mila euro. “La mia vita è distrutta -ha commentato la donna la decisione del Tribunale- quello che mi è successo la ritengo un’ingiustizia”.

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