Paolo Borsellino
Paolo Borsellino (foto dal web)

La Commissione parlamentare antimafia ha desecratato degli audio in cui il magistrato Paolo Borsellino esprimeva il proprio disappunto sulla carenza di scorte.

Un audio inedito quello desecretato dalla Commissione parlamentare antimafia relativo ad alcune dichiarazioni del giudice Paolo Borsellino a Palazzo San Macuto, fra il 1984 e il 1991.

L’audio inedito di Paolo Borsellino: “Libero di essere ucciso la sera”

Paolo Borsellino è caduto vittima del braccio armato della mafia il 19 luglio 1992, nella tristemente nota alle cronache “Strage di Via D’Amelio” a Palermo. Il noto magistrato al fianco del collega ed amico Giovanni Falcone, ha strenuamente lottato, con ogni mezzo, affinché la mafia venisse estirpata e la mentalità criminale venisse eliminata definitivamente dal tessuto sociale. Purtroppo entrambi hanno perso la vita, ma hanno lasciato un’eredità inestimabile ai propri posteri, trasmettendo un nuovo pensiero, rafforzando valori democratici e consegnando alla giustizia numerosi esponenti mafiosi.

Di recente la Commissione parlamentare antimafia ha deciso di desecretare degli audio contenenti le dichiarazioni rilasciate da Paolo Borsellino a Palazzo San Macuto, Roma, fra il 1984 e il 1991. Il magistrato aveva espresso la sua grande preoccupazione riguardo alla circostanza per cui di giorno fosse protetto dalla scorta, mentre la sera a causa della carenza di fondi fosse costretto a rientrare da solo in macchina. “Che senso ha – si chiedeva Borsellino come riporta Repubblicaessere accompagnato ogni mattina in ufficio, con tanto di strombazzamento di sirene, se poi, nel pomeriggio, gli autisti giudiziari non bastano per tutti?”. Le audizioni desegretate si erano tenute negli anni in cui Falcone e Borsellino stavano mettendo in piedi il più grande processo della storia: Il Maxi-Processo a Cosa Nostra. Anche di questo aveva parlato il magistrato, mostrando le sue grandi preoccupazioni: “È un enorme processo. I fascicoli e le carte ormai riempiono intere stanze, è una mole incredibile, non possiamo più occuparcene soltanto con le nostre rubrichette”.

La prima audizione, come riportato da Repubblica, resa nota dalla Commissione risale al 1984: si sente nitidamente la voce di Borsellino. “Il pomeriggio è disponibile solo una blindata, che evidentemente non può andare a raccogliere quattro colleghi. Pertanto io – prosegue il magistrato- sistematicamente, il pomeriggio mi reco in ufficio con la mia automobile e ritorno a casa alle 21 o alle 22. Magari riacquisto la mia libertà, però non capisco che senso abbia farmi perdere la libertà la mattina per essere poi, libero di essere ucciso la sera”. Ad accogliere con amarezza la notizia della desecretazione degli audio il fratello del magistrato, Salvatore Borsellino, il quale, come riporta Repubblica, ha dichiarato: “Non posso accettare che i pezzi di mio fratello, le parole che ha lasciato, i segreti di Stato che ancora pesano su quella strage vengano restituiti a me, ai suoi figli, all’Italia intera, ad uno ad uno. È necessario che ci venga restituito tutto, che vengano tolti i sigilli a tutti i vergognosi segreti di Stato ancora esistenti e non solo sulla strage di Via D’Amelio ma su tutte le stragi di stato che hanno marchiato a sangue il nostro paese”.