Morte Andrea Camilleri, il commovente messaggio di Luca Zingaretti – VIDEO

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È morto Andrea Camilleri, il padre del Commissario Montalbano, presso l’Ospedale Spirito Santo di Roma in cui da tempo era ricoverato. Per sua volontà non vi sarà alcuna camera ardente ed il funerale si svolgerà in forma privata.

Andrea Camilleri, 93 anni, baluardo della letteratura italiana è morto questa mattina presso l’ospedale Santo Spirito di Roma, dove da tempo era ormai ricoverato. Lo scrittore, autore delle avventure del Commissario Montalbano, aveva già deciso che al momento della sua morte non avrebbe dovuto tenersi alcuna camera ardente e che i suoi funerali avrebbero dovuto svolgersi in forma privata: la famiglia ha deciso di rispettare le sue volontà.

Morto Andrea Camilleri: svanisce un pezzo di storia

Le sue condizioni erano critiche; ormai da tempo ricoverato presso l’ospedale Santo Spirito di Roma questa mattina si è spento Andrea Camilleri, all’età di 93 anni. Il noto scrittore, celebre soprattutto per aver ideato il personaggio del Commissario Montalbano, in linea con quella che è stata tutta la sua esistenza, aveva già deciso cosa sarebbe successo dopo la sua scomparsa. Nessuna camera ardente e funerali privati: i suoi familiari hanno deciso di rispettare la sua scelta. A non sapersi è anche il luogo in cui le spoglie verranno sepolte, se ne avrà notizia solo a celebrazione funebre terminata.

Andrea Camilleri, l’emblema del genio, un uomo che ha dedicato la propria vita a combattere per le idee di uguaglianza e di democrazia, ha lasciato un vuoto che difficilmente verrà colmato. Uno stile ineguagliabile, una capacità espressiva senza eguali, tanto da riuscire a creare uno dei personaggi letterari più famosi del nostro paese: il Commissario Montalbano.

Il dolore di Luca Zingaretti, il Commissario Montalbano

I libri del noto scrittore sono diventati immagini di una serie televisiva seguita da milioni di telespettatori. Luca Zingaretti, l’attore che ha da sempre interpretato il famoso Commissario di Vigata, tramite un post di Instagram, ha voluto esprimere il proprio dolore: “E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri“. Luca Zingaretti continua: “Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verità che ha raccontato tutti noi e il nostro paese. Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l’immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei. Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita”. Il lungo messaggio prosegue: “Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perché il tuo commissario è così che la pensa. A volerti bene no”. Zingaretti, poi, conclude dicendo: “Quello già sapevo farlo dai tempi dell’accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi. Ho imparato che il valore delle persone non c’entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono. Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, ‘Montalbano sono!’ dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve!“. Oltre a quello del noto numerose personalità della politica e dello spettacolo hanno voluto esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa dello scrittore siciliano.

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E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verita' che ha raccontato tutti noi e il nostro paese. Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l'immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei. Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita. Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perchè il tuo commissario è così che la pensa. A volerti bene no. Quello già sapevo farlo dai tempi dell’accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi. Ho imparato che il valore delle persone non c’entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono. Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, “Montalbano sono!” dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca

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