Haas Logo (©Getty Images)

F1 | La saga della Rich Energy: ecco cos’ha fatto dopo aver lasciato la Haas

E’ successo tutto nello spazio di poche ore. Dopo aver annunciato su Twitter alla vigilia del GP di Silverstone di aver interrotto la partnership commerciale con la Haas, la Rich Energy ha dato vita ad un nuova drastica mossa.

William Storey, ha deciso in fretta e furia di cedere la quota di maggioranza da lui posseduta del brand produttore di bevande energetiche e favore di Matthew Kell, appena eletto direttore della compagnia detenendo ormai il 75% delle azioni. Un passo improvviso a cui ne è seguito un altro altrettanto strano. Il cambio del nome della compagnia.

All’indomani dell’ennesimo round disastroso per il team americano di F1, il suo sponsor o ex sponsor ha optato per una cambio di nome. In pratica da questo mercoledì la Rich Energy è diventata Lightning Volt.

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Una denominazione anomala per una bibita e che tra l’altro ricorda il titolo di una canzone dell’artista indie folk inglese Jake Bugg, Lightning Bolt, utilizzata in passato nello spot della Mini.

Una coincidenza che fa infittire ancora di più il mistero sulla natura di questo brand che nessuno pare mai aver visto in giro, senza dimenticare che di recente ha perso la causa intentata dalla ATB Sales, azienda di biciclette, per avergli copiato il logo.

L’inversione di tendenza– Rispetto a quanto sostenuto da Storey che da solo giovedì scorso aveva tagliato i ponti con la Haas, il resto del board rimasto si sarebbe pronunciato a favore del prosieguo del cammino al fianco della squadra impegnata nel Circus e che effettivamente sta passando un momento difficile, culminato proprio domenica con un incidente al primo giro tra i due piloti Romain Grosjean e Kevin Magnussen che ha fatto salire la bile e la pressione al team manager Gunther Steiner.

Chiara Rainis