Incidente Jesolo
L’auto su cui viaggiavano i cinque ragazzi (foto dal web)

La supertestimone dell’incidente a Jesolo di sabato scorso inviando una lettera al quotidiano Il Gazzettino e parlando con la redazione de La Nuova Venezia ha raccontato quanto visto quella sera in cui sono morti quattro ragazzi finiti in un canale con l’auto.

La supertestimone dell’incidente di Jesolo consumatosi sabato scorso in cui quattro ragazzi hanno perso la vita ha inviato una lettera al quotidiano Il Gazzettino e parlando con la redazione de La Nuova Venezia ha raccontato quanto visto quella maledetta sera. La donna, che vuole mantenere anonima la sua identità, racconta che quella notte stava rientrando insieme al suo ragazzo da una serata a Jesolo, proprio come le vittime dell’incidente, quando ad un certo punto una Golf guidare ad altissima velocità che faceva zig-zag tra le corsie di marcia.

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Incidente a Jesolo, il racconto della supertestimone: “Ho visto una Golf correre a folle velocità. Sono viva per sei minuti”

Domani, giovedì 18 luglio, in mattinata si svolgeranno i funerali dei quattro ragazzi, di età compresa tra i 22 e i 23 anni, deceduti nell’incidente consumatosi sulla strada regionale 43 nei pressi di Jesolo (Venezia). Le esequie congiunte di Leonardo Girardi, Eleonora Frasson, Riccardo Laugeni e Giovanni Mattiuzzo si terranno nello stadio di Musile e vi prenderà parte anche il governatore del Veneto Luca Zaia. Nel giorno della cerimonia in diversi comuni della provincia, tra cui quelli di residenza delle vittime, sarà proclamato il lutto cittadino. Intanto la supertestimone della tragedia ha inviato una lettera al quotidiano Il Gazzettino e in un racconto a La Nuova Venezia ha spiegato quanto visto quella sera: “La prima segnalazione alle forze dell’ordine – spiega la ragazza che vuole mantenere la sua identità anonima- l’ho effettuata all’una e 12 di domenica notte. Segnalavo questa Golf (indicando la targa del veicolo) che guidava come un folle davanti alla macchina guidata dal mio ragazzo. Prima di chiamare gli dissi: ‘Questa macchina farà un incidente’. Poi ha iniziato ad andare a zig-zag. Era stranissimo, cambiava proprio di corsia in modo innaturale. Noi temevamo che l’automobilista si stesse addormentando“. La ragazza che tornava da una serata a Jesolo con il fidanzato prosegue raccontando: “Abbiamo pensato: ecco, questo fa un incidente. Così gli abbiamo fatto quei maledetti abbaglianti. Di certo non potevamo immaginare cosa sarebbe accaduto cinque minuti più tardi, a meno di cinque chilometri di distanza. Se non avessimo sfareggiato l’incidente magari lo avrebbe fatto lui. Da solo. Quei ragazzi forse non sarebbero morti. Continuo a chiedermelo da quanto ho visto il luogo della tragedia“. La ragazza poi spiega che avendo capito quanto grave fosse ciò che stava accadendo ha contattato le forze dell’ordine per segnalare l’auto che faceva “sorpassi pazzeschi, a una velocità folle. Per riuscire a prender giù il numero di targa abbiamo dovuto sorpassare anche noi. Poi però correva veramente troppo, con cinque auto davanti non riuscivamo più a vederla. Pensavamo fosse finita lì“. Qualche minuto più tardi, però, si è consumata la tragedia con l’auto dei ragazzi finita nel canale sulla strada regionale 43 e giunta sul posto spiega la supertestimone: “Ho preso un asciugamano e l’ho stretto attorno a Giorgia (l’unica sopravvissuta dell’incidente, ndr), mi diceva che l’auto era stata spinta nel canale, urlava, piangeva e chiamava disperatamente la sua mamma. In quel momento ho realizzato che poteva essere stato il conducente della Golf grigia a provocare quel terribile incidente. Non mi perdonerò mai di non essere riuscita a salvarli“. La ragazza conclude il suo racconto spiegando di aver fornito il numero di targa ed i dettagli di quanto visto ai carabinieri che successivamente hanno fermato il presunto responsabile: un 26enne romeno residente a Musile di Piave finito agli arresti domiciliari con la doppia accusa di omicidio stradale plurimo e omissione di soccorso. Adesso, secondo quanto riportato dalla stampa locale, i carabinieri che si stanno occupando delle indagini per cercare di ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto dovranno confrontare questa testimonianza con le dichiarazioni rese da Giorgia, l’unica sopravvissuta della tragedia, che adesso si trova ricoverata in ospedale, ma non in pericolo di vita.

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