La Red Bull in lotta con la Ferrari al Gran Premio di Gran Bretagna di F1 2019 a Silverstone (Foto Mark Thompson/Getty Images)
La Red Bull in lotta con la Ferrari al Gran Premio di Gran Bretagna di F1 2019 a Silverstone (Foto Mark Thompson/Getty Images)

F1 | Brutte notizie per la Ferrari: pure la Red Bull l’ha superata tecnicamente

La Ferrari ha cominciato la stagione 2019 puntando a contendere il Mondiale di F1 alla Mercedes. Oggi, dopo dieci Gran Premi, non solo i suoi sogni di titolo iridato sono già sfumati, ma si ritrova addirittura a lottare per il secondo posto con la Red Bull. Nella classifica costruttori il Cavallino rampante vanta ancora 52 punti di margine sui Bibitari, in gran parte per via del rendimento inferiore alle aspettative della seconda guida Pierre Gasly.

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Ma il capitano delle Lattine, Max Verstappen, in compenso si è dimostrato quasi sempre più competitivo dei due ferraristi. In tre gare, il giovane olandese ha battuto entrambe le Rosse, in quattro ha chiuso davanti ad almeno una (al netto dei ritiri). E infatti, in classifica piloti, è proprio lui ad occupare il terzo posto, con 13 punti di vantaggio su Sebastian Vettel e ben 16 su Charles Leclerc. Non solo, ma è stato l’unico in grado di spezzare la striscia positiva delle Frecce d’argento, vincendo in Austria, mentre Maranello resta tuttora a secco di successi in questa stagione.

La crescita tecnica della Red Bull

I numeri, insomma, parlano da soli: tanto che lo stesso team principal della Ferrari, Mattia Binotto, è stato costretto ad ammettere dopo l’ultimo Gran Premio di Gran Bretagna che “pure le Red Bull ormai ci danno filo da torcere”. Una testimonianza inequivocabile dei grandi passi in avanti compiuti, anche sul fronte tecnico, dalla squadra di Milton Keynes. L’aerodinamica, firmata dal guru Adrian Newey, è sempre stata il punto di forza delle vetture austriache: e, ultimamente, l’arrivo di un nuovo alettone anteriore (in cui sono state modificate le forme del margine interno dei profili e delle paratie) ha ulteriormente contribuito a migliorare l’equilibrio complessivo della monoposto e ridurre i problemi di instabilità in curva al retrotreno.

Ma anche il motore Honda, che alla vigilia rappresentava non solo la principale novità, ma anche la principale incognita per la Red Bull, si sta rivelando superiore alle aspettative. Quello che, montato sulla McLaren, sembrava un propulsore disastroso, lento e scarsamente affidabile, sulle Lattine è invece addirittura più veloce del vecchio Renault: in ben sette occasioni su dieci, sul giro secco i loro tempi sono migliorati rispetto a quelli della passata stagione.

E il motore Honda ha la Mercedes nel mirino

Niente male, per una scuderia che in passato soffriva dei maggiori problemi proprio in qualifica, dove Mercedes e Ferrari erano in grado di fare la differenza grazie ai loro famigerati “bottoni magici”. Nell’ultima uscita a Silverstone, Verstappen si è qualificato a soli 183 millesimi dal miglior tempo, ha dimostrato una velocità di punta sul rettilineo molto più vicina a quella delle dirette rivali e solo il difetto del ritardo del turbo gli ha impedito di conquistare la sua prima pole position in carriera. Questo significa che la Casa di Tokyo ha ancora dei guai da risolvere, sulla propria power unit, ma anche che il superlavoro svolto sta dando i suoi frutti.

Anche questi limiti residui del motore giapponese dovrebbero essere superati dalla quarta evoluzione, in arrivo probabilmente tra Spa e Monza, oppure addirittura già prima delle ferie estive al Gran Premio d’Ungheria. Stando alle ultime indiscrezioni pubblicate dal quotidiano sportivo spagnolo As, questa ultima versione del propulsore dovrebbe fare un balzo in avanti di potenza stimabile in ben 25 cavalli: “Una cifra che consentirebbe alla Honda”, scrivono i colleghi iberici, “di realizzare il suo più grande sogno: raggiungere le prestazioni del motore Mercedes”. Insomma, la crescita tecnica della Red Bull è appena all’inizio. E la Ferrari è già avvisata.

Fabrizio Corgnati