Sinisa Mihajlovic
Sinisa Mihajlovic (Getty Images)

L’allenatore del Bologna, Sinisa Mihajlovic, in accordo con lo staff medico del club, ha deciso di anticipare di un giorno l’inizio della terapia in ospedale contro la leucemia.

La notizia della malattia che ha colpito l’allenatore del Bologna, Sinisa Mihajlovic ha sconvolto il mondo del calcio intero e non solo. Il tecnico nei giorni scorsi ha confessato di essere stato colpito dalla leucemia e di aver già iniziato le cure per poterla combattere e sconfiggere. L’allenatore serbo ha dichiarato con gran coraggio di non aver paura e ieri ha iniziato, in accordo con lo staff medico della società emiliana, la terapia in ospedale. Ad annunciarlo è stato lo stesso Bologna con una nota ufficiale pubblicata sul proprio sito internet.

Sinisa Mihajlovic anticipato l’inizio delle cure contro la leucemia: “All’attacco, fin dal primo momento “

Lo aveva detto sabato in conferenza stampa: ‘Non vedo l’ora di entrare in ospedale. Prima comincio le cure, prima finisco’. Sinisa Mihajlovic anche stavolta è stato di parola: d’accordo con lo staff medico del Bologna e del reparto di ematologia dell’Istituto Seragnoli del Policlinico Sant’Orsola, il tecnico ha addirittura anticipato ad oggi il suo ingresso in ospedale, previsto originariamente per domani. All’attacco, fin dal primo momento, come aveva promesso. E noi con lui. Forza Sinisa“. Questo il comunicato che è stato diffuso ieri dal Bologna Calcio che ha annunciato la decisione del tecnico di intraprendere le cure in ospedale contro la leucemia già ieri, contrariamente a quanto previsto inizialmente. L’ingresso di Mihajlovic al reparto di ematologia dell’Istituto Seragnoli del Policlinico Sant’Orsola era, difatti, previsto per oggi, martedì 16 luglio. In merito alla malattia ha parlato il direttore generale del nosocomio bolognese, Antonella Messori che ha spiegato: “Rispetto a 10 anni fa abbiamo fatto passi da gigante – riporta la redazione de Il Resto del Carlino basti pensare che i trapianti di cellule staminali portati a termine nel 2018 sono 190, di cui 47 dalla nostra banca del midollo osseo e i restanti ‘autologi’, ovvero dal midollo del malato“. ” Indispensabile -afferma Michele Cavo, direttore dell’Istituto di ematologia- per caratterizzarne il genoma è la fase di diagnosi e sulla base di questo sviluppare una terapia, fatta di farmaci mirati. Il progresso -riporta Il Resto del Carlinoha permesso, in alcuni casi, di triplicare la sopravvivenza dei pazienti, e in altri casi di leucemie croniche o acute, di incrementare le possibilità di guarigione fino al 90%“.

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