Valtteri Bottas e Lewis Hamilton (©Getty Images)

F1 | I piloti Mercedes attaccano il Circus: “Qui si pensa solo ai soldi”

Se i recenti GP hanno regalato qualche sorpasso in più rispetto al trenino a cui da tempo ci ha abituato la massima serie, è anzitutto merito dei giovani piloti arrembanti (ndr. non dimentichiamoci Leclerc nel toboga di Montecarlo) che avendone la possibilità hanno dimostrato di non aver paura di buttare il cuore oltre l’ostacolo. Ciò nonostante per qualcuno la maggiore azione vissuta tra l’Austria e il Regno Unito, sarebbe da motivare nella presenza di circuiti più adatti alle manovre.

A sostenere questa tesi Lewis Hamilton che, dopo aver trionfato proprio a Silverstone, ha lanciato dichiarazioni al vetriolo a chi determina il calendario. “Noi driver, che ne avremmo i titoli, non veniamo mai interpellati. No so chi effettui la selezione, ma spesso non conosce i tracciati. Austin, Hockenheim, Spielberg, sono veloci e permettono l’avvicinamento tra le vetture.  La domanda da porsi è questa, è meglio continuare a gareggiare in certi posti solo perché si deve, oppure è il caso scegliere sulla base dello spettacolo garantito?” , l’affermazione dell’inglese che ha velatamente fatto intendere che a comandare siano gli interessi economici.

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In modo meno diplomatico e più diretto rispetto al 5 volte iridato si è espresso l’altro uomo Mercedes Valtteri Bottas che, parlando delle 21 piste al momento calcate, ha sostenuto: “E’ una questione di pura politica e di soldi. A nessuno importa se verranno fuori corse avvincenti o noiose. Come membri della GPDA ci piacerebbe dare il nostro parere visto che siamo noi a guidare. Lo stesso vale per la modifica alle vetture di cui disporremo dal 2021. Mi auguro che riesca ad andare nella giusta direzione“.

Infine, entrambi i rappresentati delle Frecce d’Argento si sono proclamati a favore della reintroduzione dei rifornimenti durante i gran premi, in quanto consentirebbe di avere monoposto più leggere.

Potrebbe essere una cosa positiva“, la risposta corale e condivisa.

Chiara Rainis