Alvaro Bautista caduto dalla sua Ducati Panigale V4R a Laguna Seca 2019 nel Mondiale Superbike (Foto dal profilo ufficiale Twitter del WorldSbk)
Alvaro Bautista caduto dalla sua Ducati Panigale V4R a Laguna Seca 2019 nel Mondiale Superbike (Foto dal profilo ufficiale Twitter del WorldSbk)

Superbike | Così Bautista e la Ducati hanno buttato via il Mondiale Superbike (VIDEO)

Da 61 punti di vantaggio a 81 di ritardo. Il disastro, per Alvaro Bautista e la Ducati, è definitivamente compiuto. Quell’accoppiata che fino a poche settimane fa sembrava destinata a dominare incontrastata, in lungo e in largo, il Mondiale Superbike, si ritrova oggi a inseguire il solito Cannibale Jonathan Rea. Che, facendosi forte della sua pazienza, della sua determinazione e soprattutto della sua straordinaria costanza di rendimento, si è accontentato di una sfilza di secondi posti a inizio stagione, per poi passare al contrattacco non appena ha intravisto un cedimento da parte dei rivali.

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Risultato: alla vigilia delle lunghissime ferie estive delle derivate di serie, l’ex capolista del campionato ha accumulato un passivo talmente grande che non gli basterebbe nemmeno tornare a vincere tutte le manche in tutti e quattro gli appuntamenti che mancano alla conclusione della stagione per avere la certezza matematica di vincere il titolo. “Il Mondiale non è più nelle mie mani”, ha sintetizzato efficacemente, quanto tristemente, Bautista al termine del fine settimana americano. E quell’appuntamento con l’iride che alla Rossa di Borgo Panigale manca ormai da otto anni consecutivi andrà ancora rimandato.

Come è stato possibile arrivare a questo punto? Sicuramente il pilota spagnolo ha le sue responsabilità. Forte dei suoi undici successi consecutivi in altrettante gare all’esordio stagionale, Bautista ha commesso l’imperdonabile errore di farsi trascinare dall’entusiasmo e dalla foga, invece di amministrare un margine che si era ormai fatto decisamente rassicurante. Da qui sono nate le sue cinque cadute, tutte nei primi giri di gara, che hanno buttato al vento la sua stagione. A complicare ulteriormente le cose, nel devastante weekend californiano, ci si è messo pure l’infortunio alla spalla dovuto alla scivolata nella Superpole Race. Anche per questo motivo la pausa che precede la prossima tappa di Portimao, in programma a settembre, è benedetta, per rimettere in sesto tanto il fisico quanto il cervello.

Colpa di Bautista ma anche della Ducati

Ma addossare tutte le colpe al povero Alvaro, che fino a poco tempo fa era invece esaltato come il salvatore della patria bolognese, sarebbe ingiusto. Anche la Ducati ha le proprie responsabilità: sì, perché la nuova Panigale V4R è stata effettivamente una moto capace di fare il bello e il cattivo tempo all’inizio dell’anno, eppure già allora palesava dei limiti e dei problemi. Che tutti i piloti mettevano in luce (compreso Bautista), ma che il team non ha mai risolto davvero, mentre la Kawasaki, al contrario, lavorava alacremente allo sviluppo della sua Ninja. Così, mentre la Rossa si è seduta sugli allori, la Verdona ha recuperato fino a ribaltare i rapporti di forza in pista.

Come se non bastasse, a questa situazione già di per sé assurda si è aggiunta anche l’interminabile telenovela sul rinnovo del contratto di Bautista, che i pronostici davano in dirittura d’arrivo proprio a Laguna Seca, eppure non è ancora stato messo nulla nero su bianco. E questa snervante attesa di definire il futuro è stato un altro elemento che di sicuro non ha contribuito a creare serenità e lucidità in un ambiente ormai davvero in crisi di nervi. Non è difficile comprendere il perché.

Fabrizio Corgnati