meningite
Ospedale (Getty Images)

All’ospedale San Raffaele di Milano è scattata l’allerta per i pazienti dopo che due cardiochirurghi della struttura sono stati contagiati dal morbillo.

Due cardiochirurghi dell’ospedale San Raffaele di Milano sono stati colpiti dal morbillo. Secondo quanto riportato dalla redazione de Il Corriere della Sera, uno dei due sanitari potrebbe essere stato contagiato dal figlio e poi avrebbe trasmesso la malattia al collega. Trattandosi di una patologia estremamente contagiosa che se contratta in età adulta può portare a gravi conseguenze, tutti i pazienti che possano essere entrati in contatto con i due medici sono stati allertati, nonostante non esistano profilassi preventive per il morbillo. A rendere noto l’accaduto è stata la stessa azienda ospedaliera che ha garantito di aver rispettato tutte le normative di prevenzione.

Due casi di morbillo all’ospedale San Raffaele di Milano, l’azienda sanitaria: “Nessun pericolo in corso”

Due medici cardiochirurghi dell’ospedale San Raffaele di Milano, di cui uno vaccinato, sono stati colpiti dal morbillo facendo scattare l’allerta per i pazienti del nosocomio. A rendere noto l’accaduto è stata la stessa azienda ospedaliera milanese, la quale ha spiegato che il primo caso ha avuto una fonte esterna, essendo stato contagiato dal figlio, mentre il secondo è correlato al primo, nonostante l’operatore fosse vaccinato “con due dosi, come da raccomandazioni ministeriali, in teoria quindi protetto“. Il morbillo è una patologia molto contagiosa che può essere trasmessa già nei 3 giorni antecedenti alla comparsa dei primi sintomi e solitamente ha un periodo di incubazione di circa 12 giorni con probabili conseguenze rilevanti se contratta in età adulta. Per la patologia in questione non esiste una profilassi di prevenzione, ma la struttura ha comunicato di aver allertato tutti i pazienti che possono essere entrati in contatto con i due cardiochirurghi, sperando che la situazione possa essersi chiusa con solo i due episodi. “Sui pazienti operati e ambulatoriali – ha spiegato la direzione del nosocomio milanese- che sono venuti a contatto con i due cardiochirurghi, abbiamo effettuato l’indagine sierologica come previsto dalle misure di sorveglianza. Tutti sono risultati coperti perché vaccinati o perché avevano sviluppato la malattia in passato. Nessun pericolo, quindi, in corso“. “Nel nostro ospedale -riporta Il Corriere della Seraè in atto una politica di controllo sierologico del personale, compresi gli universitari, non solo per morbillo, ma anche per parotite, rosolia e varicella. Agli operatori sanitari non immuni è raccomandata la vaccinazione, che può essere effettuata anche attraverso il programma vaccinale interno operativo da un anno“.

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