Chernobyl
Chernobyl (Getty Images)

La miniserie mandata in onda da Sky sul disastro nucleare di Chernobyl è stata molto apprezzata dalla critica, tuttavia in alcune sue parti si è discostata dai reali accadimenti dei fatti.

La miniserie prodotta dalla HBO e trasmessa da Sky, Chernobyl è riuscita a conquistare critica e telespettatori. Con le sue cinque puntate della durata di circa un’ora ciascuna, è riuscita a restituire un immagine curata di uno disastri nucleari più importanti della storia. La serie, tuttavia, in alcuni suoi passaggi si è concessa un piccolo lusso, ossia quello di discostarsi dalla realtà per ragioni cinematografiche.

Chernobyl, la serie: questione di dettagli

Alle 1:23 del 26 aprile 1986, il sonno degli abitanti di una cittadina di Pripyat, in Ucraina, venne interrotto da un forte boato: quel forte rumore derivava dalla centrale nucleare Vladimir Il’ič Lenin di Chernobyl. Si era verificata un esplosione, il cui bagliore stava illuminando il cielo come fosse giorno. Una colonna di luce iridescente  partiva dalla centrale ed arrivava fino al cielo. Uno spettacolo secondo gli abitanti di Pripyat che non andava perso per nulla al mondo, i quali per questo motivo si riversarono in strada per assistere allo strano fenomeno. Non sapevano, però, che di spettacolare non vi era nulla, ma che anzi quella leggera polvere che gli si posava addosso era materiale radioattivo. Ad oggi non si conoscono i numeri ufficiali delle vittime del disastro di Chernobyl, sta di fatto che furono innumerevoli: lavoratori della centrale, vigili del fuoco accorsi per spegnere l’incendio, ma anche i civili che entrarono in contatto con materiale radioattivo che letteralmente pioveva dal cielo.

La serie televisiva Chernobyl ha voluto restituire al mondo intero la ricostruzione di quello che fu il più grande disastro nucleare della storia, concedendosi, come riportato dalla redazione Next, delle volte alcune licenze.

  • La scienziata sovietica interpretata dalla nota attrice Emily Watson, infatti, non è mai esistita come specificato nei titoli di coda dell’ultima puntata della serie. Quel personaggio rappresenta la scienza e gli scienziati che lottarono affinché si conoscessero le vere cause del disastro.
  • Nella serie ai liquidatori viene ordinato di lavorare non più di 90 secondi, ma nella realtà a quegli uomini venne impartito un tempo diverso pari a 120 secondi, tre volte oltre il limite consentito in quei casi.
  • Sembrerebbe falsa la circostanza per la quale venne disposto di isolare telefonicamente il centro abitato di Pripyat.

Quanto alle cause del disastro la serie non si è discostata dal reale accadimento dei fatti: il reattore n.4 della centrale di Chernobyl esplose a causa di un difetto di progettazione. Le maggiori critiche al prodotto di HBO, però, secondo quanto riportato da Next, provengono dalla Russia la quale si sarebbe scagliata contro la serie poiché offrirebbe un’immagine non veritiera e distorta della nazione. Un paese fondato sulle bugie e sulle falsità e sulle costanti minacce.

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