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(Getty Images)

Un’equipe medica dell’Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice è riuscita a rimuovere completamente due tumori primitivi su un paziente che sono stati bruciati grazie ad una sofisticata tecnica.

Un uomo ottantenne, affetto da un due lesioni cancerose a fegato e rene e giudicato inoperabile per via di patologie pregresse è stato sottoposto ad un delicatissimo intervento sincrono per la rimozione delle lesioni. L’intervento di termoablazione mediante microonde, ecoguidato per via percutanea è stato eseguito da un’equipe medica dell’Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice (Padova).

Intervento di termoablazione mediante microonde: bruciati due tumori attraverso il calore su un paziente giudicato inoperabile

Un delicato intervento con nuove tecniche ha permesso la rimozione di due tumori primitivi a fegato e rene su un paziente ottantenne il cui quadro clinico aveva sancito l’impossibilità di un intervento chirurgico. L’ ottantenne affetto dai due tumori e da una patologia cardiaca era stato giudicato inoperabile, ma, secondo quanto riportato dalla redazione de Il Mattino di Padova, il quadro clinico non ha scoraggiato il personale medico dell’Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice (Padova) che ha eseguito un intervento di termoablazione mediante microonde, ecoguidato per via percutanea con trattamento sincrono delle due lesioni, epatica e renale. L’intervento, durato circa 20 minuti e senza anestesia generale, è stato effettuato dal dottor Mauro Mazzucco, direttore dell’Unità operativa semplice di Epatologia del nosocomio in provincia di Padova, affiancato da un anestesista e due infermieri. La tecnica utilizzata non prevede l’uso di bisturi, ma di un ago che attraversando la pelle del paziente brucia mediante il calore le cellule tumorali del paziente. Successivamente a 24 ore dal trattamento è stata effettuata dai medici un’ecografia, i cui risultati hanno evidenziato la completa rimozione delle due lesioni tumorali del paziente che è stato dimesso. Questo risultato è stato possibile, come riporta Il Mattino di Padova, grazie alla collaborazione tra l’Unità operativa semplice di Epatologia e la Unità operativa complessa di Urologia diretta dal dr. Antonino Calabrò dell’Ospedale Monselice, e l’Unità operativa complessa di Gastroenterologia dell’ospedale Sant’Antonio di Padova guidata dalla dottoressa Franca De Lazzari.

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