Liberati 350 migranti da un centro di detenzione: “Forniremo assistenza”

Migranti Libia
(foto dal web)

L’Unhcr ha annunciato la liberazione da parte del governo libico di 350 migranti rinchiusi nel centro di detenzione di Tajoura. La sezione libica dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha promesso assistenza per le persone liberate.

Con un post pubblicato sul proprio profilo Twitter la filiale libica dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha annunciato la liberazione da parte del governo libico di 350 migranti rinchiusi nel centro di detenzione di Tajoura. Quest’ultimo durante la scorsa settimana era stato colpito da un raid aereo, il quale aveva provocato la morte di 53 persone.

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Liberati i 350 migranti del centro di detenzione di Tajoura, l’Unhcr: “Forniremo assistenza

Il governo del premier libico Fayez Al Sarraj ha eseguito un’operazione liberando 350 migranti che si trovavano rinchiusi all’interno del centro di detenzione di Tajoura, il quale nei giorni scorsi, il 2 luglio, era stato colpito da un raid dell’aviazione del generale Khalifa Haftar provocando la morte di 53 persone ed il ferimento di altre 130. Ad annunciarlo è la sezione libica dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) sul proprio profilo Twitter. L’Unhcr con un tweet ha voluto anche ringraziare il ministero dell’Interno per quanto fatto: “Ringraziamo il ministero dell’Interno libico – si legge nel post- per il rilascio odierno dei rifugiati e migranti dal centro di detenzione di Tajoura. 350 persone erano ancora a rischio a Tajoura e ora sono libere. L’Unhcr fornirà assistenza“. L’Unhcr, che nei giorni scorsi si era recato a Tajoura per portare acqua, cibo ed assistenza medica, da tempo chiede la liberazione dei migranti e la chiusura dei vari centri di detenzione libici, date le pessime condizioni di vita in cui vengono tenute le persone al loro interno. Secondo quanto riportato dalla redazione di Tgcom24, la decisione del governo libico potrebbe essere legata alla minaccia lanciata già nei giorni scorsi quando aveva minacciato di liberare i circa 6/7mila migranti dei vari centri di detenzione, una scelta che potrebbe avere ripercussioni sul flusso migratorio.

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