Marco Melandri GRT Yamaha Superbike 2019 Australia
Marco Melandri (©Getty Images)

Questo sarà l’ultimo campionato mondiale Superbike nel quale vedremo Marco Melandri protagonista. Infatti, il pilota classe 1982 ha deciso di ritirarsi al termine della stagione in corso.

Oggi pomeriggio in conferenza stampa ha comunicato la propria decisione: «In Thailandia il sabato ho iniziato a capire che qualcosa stava cambiando – riporta La Gazzetta dello Sport – poi a Misano ho faticato e capito che qualcosa si era spento dentro. Mi facevo delle domande in gara e vuol dire che qualcosa non andava. Ho preso questa decisione, mi sono tolto un peso e ora che sono più leggero credo che andrò meglio. Parto per Laguna Seca, voglio onorare la stagione e dare il meglio fino alla fine. Lo devo anche alla Yamaha che mi ha sostenuto sempre. Non penso avere forza per affrontare certe difficoltà l’anno prossimo, l’idea di ripartire da zero mi logorava. Ogni favola ha un inizio e una fine. Futuro? Potrei correre ancora, ma in competizioni che mi facciano divertire senza stress. La MotoE potrebbe essere interessante».

Dopo il biennio in Ducati tra alti e bassi, Melandri nel 2019 ha sposato il nuovo progetto GRT Yamaha. Una squadra all’esordio nel campionato mondiale Superbike dopo i buoni risultati in Supersport.  Il debutto in Australia era stato sorprendente, con il podio in Gara 1. Ma poi Marco ha faticato a guidare la R1. A Jerez sembrava essere arrivata una svolta, con il nuovo serbatoio e le altre novità di ergonomia, però i risultati positivi di quel weekend non sono bastati.

L’ultimo GP a Donington è stato molto negativo: ultimo e doppiato nella prima manche, poi due decimi posti nelle altre. Adesso il campionato approderà negli Stati Uniti sullo storico circuito di Laguna Seca e Melandri cercherà di fare del proprio meglio per onorare il resto della stagione. Darà il massimo per aiutare la crescita del team GRT e della Yamaha R1. Forse ora può correre con meno pressioni e meno stress. Dispiace per il suo ritiro, ma la scelta va rispettata e capita.

 

Matteo Bellan